ANNO 16 n° 275
Viterbo al 72° posto
per edilizia scolastica
Nel Lazio una scuola su tre (28%) necessita di interventi di manutenzione
12/11/2012 - 04:00

VITERBO - Una scuola su tre (28%) necessita di interventi di manutenzione urgenti, mentre il 50,4% ne ha avuti negli ultimi 5 anni, con una spesa media di circa 13.400 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e di circa 4.100 euro per quelli di manutenzione ordinaria. Nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia xxx. Ecco, in sintesi i risultati della XIII edizione di Ecosistema scuola di Legambiente, l'indagine sulla qualità dell'edilizia scolastica, riferita nel Lazio a Viterbo, Frosinone e Latina.  Viterbo si colloca quest'anno al 72° posto della graduatoria nazionale, un tracollo rispetto allo scorso 54° posto.

Tutti i capoluoghi perdono ancora posizioni nella speciale classifica: Frosinone si piazza al 25° posto (dal 16°) , Latina scende di due posti attestandosi al 44°.

Nei tre capoluoghi il 99,54% degli edifici sono posti in strutture nate per ospitare scuola, su nessun edificio è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica.

Buoni i dati sulle certificazioni degli edifici scolastici : il 100% possiede quello di collaudo statico, l’80,80% quello di agibilità, il 100% l’igienico-sanitario, il 60,80% di prevenzione incendi, il 96% impianti elettrici a norma.

Nei tre capoluoghi poco più della metà degli edifici scolastici (53%) ha una palestra, mentre un terzo (30%) hanno un giardino. E' poca l'attenzione e sensibilità, invece, rispetto alla sicurezza e accessibilità delle aree antistanti le scuole: solo il 40,80% degli edifici sono provvisti di attraversamenti pedonali, il 12% vede la presenza di nonni vigili, in nessun edificio sono presenti semafori pedonali, piste ciclabili, transenne parapedonali, mentre solo uno scarso 20% ha effettuato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.

 ''La situazione degli edifici scolastici preoccupa, negli anni è cresciuta l'attenzione ma non la spesa per la manutenzione, mentre le strutture ovviamente invecchiano. Questa è una grande opera necessaria e utile sulla quale investire piuttosto che su cose inutili, porterebbe benessere a studenti e insegnanti e anche tanto buon lavoro -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. A Frosinone, Latina e Viterbo, un edificio su tre continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli, per questo preoccupa la diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria, segno di mancata attenzione delle istituzioni sugli interventi programmati nel tempo''.

Rispetto a servizi messi a disposizione delle scuole e buone pratiche vi sono luci e ombre. Assolutamente trascurabile il dato sul servizio di scuolabus a disposizione solo del 3,88% degli edifici, così come quello di pedibus che coinvolge solo l’1,60% delle scuole. Buoni, invece, i dati sulle mense scolastiche: del 63,50% la media dei prodotti biologici nei pasti, 73,31% le mense che utilizzano piatti in ceramica o riutilizzabili.

Tutti gli edifici utilizzano fonti d’illuminazione a basso consumo, mentre l’11,88% usa fonti rinnovabili. Carenti il monitoraggio dell’amianto, realizzato nel 66,67% di edifici, ma soprattutto del radon, non effettuato. Destano qualche dubbio i dati sull’esposizione degli edifici scolastici a fonti d’inquinamento ambientale che i Comuni dichiarano essere pari allo 0%, soprattutto nel momento in cui non vengono effettuati monitoraggi.

Dal XIII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente il comune più virtuoso risulta essere Trento (1°), seguito da Piacenza (2°) e Verbania (3°).






Facebook Twitter Rss