ANNO 16 n° 267
Viterbo, truffa dei gioielli: tre finti carabinieri arrestati e poi rimessi in libertà
Decisiva la prontezza di una 66enne disabile: sventa il raggiro e fa scattare l’allarme
30/04/2026 - 11:49

VITERBO — Tentano la “truffa dei gioielli” fingendosi carabinieri, ma vengono scoperti e arrestati grazie alla prontezza della vittima. Protagonisti della vicenda un uomo e due donne, fermati dalla polizia lo scorso lunedì mattina e comparsi ieri davanti al gip con l’accusa di truffa pluriaggravata in concorso. Per loro è stata disposta la rimessione in libertà con obbligo di firma e di dimora.

I tre, tutti italiani — un 32enne di Tivoli e due donne di Napoli, di 45 e 52 anni — erano arrivati a Viterbo in taxi dalla zona della stazione di Porta Romana. L’obiettivo era l’abitazione di una donna disabile di 66 anni, presa di mira con il classico raggiro telefonico.

Intorno alle 10.40 di lunedì 27 aprile, la vittima è stata contattata sul telefono fisso da un finto maresciallo dei carabinieri, che le ha raccontato di una rapina avvenuta a Roma e di una presunta refurtiva nascosta nella sua casa. Nel frattempo, un complice ha contattato il marito, convincendolo a recarsi in caserma per una denuncia, portando con sé anche il cellulare della moglie.

Mentre la donna veniva tenuta al telefono, un falso carabiniere si è presentato alla porta chiedendo la consegna dei gioielli per evitare conseguenze penali. La 66enne, però, ha intuito il tentativo di truffa e, approfittando di un momento di distrazione, è riuscita a chiudere il malvivente fuori casa e a far scattare l’allarme.

L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato: poco dopo gli agenti hanno individuato i tre sospetti mentre stavano per salire su un taxi, grazie anche alla descrizione fornita dalla vittima e alle immagini delle telecamere presenti nell’abitazione.

Il pubblico ministero ha disposto ulteriori accertamenti, tra cui la copia forense dei cellulari sequestrati, per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili. Un’indagine che punta a fare piena luce su una truffa sempre più diffusa, ma che in questo caso è stata sventata grazie al sangue freddo della vittima.






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