ANNO 16 n° 275
Viterbo, trascurata la sicurezza degli operatori sanitari
Il rapporto Inail 2023 evidenzia la necessitą di un cambiamento culturale e del rispetto delle normative per garantire un ambiente di lavoro sicuro
Giulia
13/12/2024 - 12:41
di Giulia Ortenzi

VITERBO - Trascurata la sicurezza nel Sistema Sanitario. Mentre si investe molto sulla protezione dei pazienti, la sicurezza degli operatori sanitari sembra essere lasciata da parte. Questo aspetto è particolarmente evidente nel rapporto Inail 2023, che evidenzia come la categoria più esposta a rischi sul lavoro sia quella degli infermieri, un dato che sottolinea la vulnerabilità di chi opera in prima linea.

I medici e gli infermieri si trovano a fronteggiare una serie di rischi, alcuni evitabili e altri no. Tra i rischi evitabili si annoverano i turni massacranti e la mancanza di una corretta organizzazione del lavoro. Tra i rischi non evitabili, vi sono l’aggressione da parte di pazienti o familiari e il rischio biologico, legato al contatto con fluidi infetti. Tuttavia, il problema più grande, come evidenziato da molti operatori, è di natura culturale: manca una reale sensibilità verso la sicurezza sul posto di lavoro. 

Per via di questi fattori, l’integrità psico-fisica degli operatori sanitari è spesso messa a dura prova. Medici e infermieri sono costantemente sottoposti a uno stress cronico, dovuto alle enormi responsabilità, ai turni estenuanti e al fatto di dover lavorare spesso in solitaria. Il 68% delle malattie contratte sul luogo di lavoro riguarda patologie osteo-articolari, il 15% malattie del sistema nervoso, l'8% problemi all'udito, il 4% tumori e malattie respiratorie, e il restante 4% riguarda malattie della pelle. Ma uno dei rischi più gravi, e spesso meno denunciati, è il burnout, un fenomeno che rappresenta una fragilità difficile da ammettere, ma che colpisce numerosi professionisti del settore. 

Una delle cause principali di stress e insicurezza tra gli operatori sanitari è la gestione dei turni di lavoro. I coordinatori infermieristici e i direttori delle strutture complesse hanno la responsabilità di organizzare il lavoro in modo che le necessità del servizio e il benessere degli operatori siano equilibrati. Tuttavia, troppo spesso, queste figure non sembrano rispettare le normative previste dal contratto collettivo nazionale e non considerano adeguatamente le esigenze psico-fisiche dei lavoratori. Le domande poste dagli infermieri riguardano la possibilità di modificare i turni senza consenso, l’obbligo di rispondere al telefono fuori orario, e la possibilità di essere costretti a lavorare oltre le 13 ore giornaliere. Le risposte a queste domande sono inequivocabili: la legge e il contratto collettivo stabiliscono chiaramente che nessun turno può essere modificato senza il consenso del lavoratore, e che un doppio turno o il superamento delle 13 ore sono vietati, salvo specifici ordini di servizio giustificati e con almeno 24 ore di preavviso. 

Inoltre, la turnazione dovrebbe essere mensile e comunicata con un congruo anticipo, ma purtroppo spesso le modifiche vengono apportate senza il rispetto delle normative, con turni settimanali comunicati in bacheca senza alcuna garanzia di trasparenza. Questo genera confusione e stress tra gli operatori, che non riescono a pianificare adeguatamente la loro vita privata.

Per affrontare queste problematiche, è fondamentale che venga ripristinata la legalità contrattuale e che si tuteli adeguatamente il personale infermieristico. Gli operatori devono poter lavorare in un ambiente sicuro, con orari e turni organizzati in modo equo e rispettoso. La normativa esiste, ma troppo spesso viene ignorata o mal interpretata. È necessario che i responsabili della gestione del personale siano adeguatamente formati sulle leggi in vigore e che vengano svolti controlli più rigorosi per garantire che le regole siano rispettate.

La gestione dei turni e delle risorse umane nel Sistema Sanitario deve essere ottimizzata per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, dove gli operatori possano svolgere il loro lavoro al meglio delle loro capacità, senza dover sacrificare la loro salute e il loro benessere.

C.I.S.A.S

Segretario Filippo Perazzoni






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