ANNO 16 n° 267
Viterbo, sopralluogo a Palazzo Donna Olimpia: degrado e rischio per i reperti dell’Acquarossa
Dopo il crollo parziale della copertura, la Soprintendenza avvia il trasferimento urgente dei materiali a Oriolo Romano
13/04/2026 - 07:08

 

VITERBO - Si è svolto nella giornata di ieri 9 aprile un sopralluogo congiunto presso Palazzo Donna Olimpia, a Viterbo, con l’obiettivo di verificare lo stato di conservazione dei materiali archeologici provenienti dallo scavo dell’area dell’Acquarossa e le condizioni del complesso monumentale.

Nel corso dell’ispezione è stato accertato che il recente crollo di una porzione della copertura non ha interessato direttamente i locali destinati alla conservazione dei reperti. Tuttavia, è emerso un quadro preoccupante: gli ambienti versano in uno stato di grave degrado e abbandono, ritenuto incompatibile con adeguati standard di tutela.

Alla luce dell’indisponibilità dell’Amministrazione comunale a individuare nuovi spazi idonei, la Soprintendenza ha deciso di attivare con urgenza le procedure per il trasferimento dei materiali presso i propri locali a Oriolo Romano. Una scelta definita ormai improcrastinabile per garantire condizioni adeguate di conservazione, studio e valorizzazione.

Il trasferimento rappresenta una decisione sofferta, considerando il forte legame storico tra Viterbo e il sito archeologico dell’Acquarossa, uno dei contesti più rilevanti del territorio. Proprio Acquarossa costituisce infatti uno dei complessi etruschi più importanti dell’Italia centrale.

Il sito fu portato alla luce a partire dal 1966 grazie alle campagne di scavo dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, che per oltre un decennio hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo degli studi sulla civiltà etrusca. Alle indagini partecipò anche Gustavo VI Adolfo, figura di grande rilievo nel panorama degli studi archeologici del tempo.

Nonostante il valore storico e scientifico dei reperti, la mancanza di strutture adeguate sul territorio rende oggi necessario il trasferimento, sollevando interrogativi sul futuro della valorizzazione locale del patrimonio archeologico.






Facebook Twitter Rss