ANNO 16 n° 57
Viterbo, sequestro da oltre 400mila euro per circonvenzione di incapace e autoriciclaggio
Indagati dalla Squadra mobile e dalla Guardia di Finanza un imprenditore e la compagna
26/02/2026 - 11:58

 

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VITERBO - Nella giornata di venerdì 20 febbraio, il personale della Squadra mobile – Questura di Viterbo e del Nucleo di polizia economico – finanziaria di Viterbo della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo del profitto del reato pari a oltre 400.000 euro ovvero per equivalente emesso dal G.I.P. presso il tribunale di Viterbo su richiesta della locale procura della Repubblica e della contestuale perquisizione presso l’abitazione e le sedi societarie nei confronti di un uomo e della sua compagna.

All’esito della perquisizione i due soggetti sono stati formalmente indagati per i reati di circonvenzione di incapace, autoriciclaggio e in qualità di amministratori di diritto e di fatto è stata contestata loro anche la responsabilità delle società per i reati commessi a loro vantaggio o interesse; sono stati inoltre sequestrati orologi e monili per un importo stimato di circa 22/24 mila euro, n. 4 unità immobiliari intestati all’indagata e sottoposti a blocco le disponibilità finanziarie esistenti sui vari rapporti attribuiti agli indagati e alle società ad essi riconducibili.

Le indagini di tale procedimento penale sono iniziate a seguito di una denuncia-querela presentata, presso gli uffici della Squadra mobile di Viterbo, da parte del figlio di un’anziana donna che era stata circuita e raggirata da parte di un imprenditore locale di 66 anni, amico di famiglia, pregiudicato per reati contro il patrimonio, reati finanziari ed indagato in passato per reati associativi.

In particolare, il figlio si era accorto di numerosi ammanchi di denaro prelevati in contante, inviati tramite bonifico ovvero tramite l’emissione di assegni a nome dell’imprenditore o a nome della società di cui era amministratore la compagna di lui nonché cugina del denunciante, anch’ella indagata.

L’imprenditore, infatti, approfittando della condizione dell’anziana e, al contempo, dei sentimenti che aveva suscitato nei suoi confronti l’aveva indotta ad acquistare un immobile e, di poi, a corrispondergli considerevoli somme di denaro sia attraverso la società incaricata dei lavori di ristrutturazione di cui lo stesso era amministratore di fatto sia attraverso numerose corresponsioni di denaro, prive di alcuna reale giustificazione.

Le meticolose indagini condotte dagli uomini della Squadra mobile e successivamente anche dalla Guardia di finanza si sono svolte acquisendo documenti medici, fatture commerciali e atti notarili, analizzando decine di conti correnti intestati ai due indagati nonché alle società a loro riconducibili. Gli accertamenti hanno dimostrato che i due soggetti sono riusciti ad appropriarsi di un ingente somma di denaro a seguito della circonvenzione posta in essere e ad “auto riciclare” il denaro sottratto attraverso l’acquisto di due appartamenti, uno intestandolo alla donna e l’altro ad una società di cui essa stessa è amministratrice.

La donna, infatti, in ragione delle cariche formali di cui era rivestita, metteva a disposizione del compagno le società per l’attuazione del piano criminoso consistito in parte nell’eseguire e giustificare i lavori di ristrutturazione, mai terminati nonché di auto riciclare quota parte dei proventi illecitamente sottratti.

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa di giudizio.






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