


VITERBO - “Faceva caldo, ma la sala lo stesso era gremita di persone: in decine hanno partecipato all'iniziativa dedicata alla guerra russo-ucraina, svoltasi nella sede di Rifondazione Comunista di Viterbo dopo che la Provincia aveva impedito la proiezione del docufilm 'Starobelsk – Quei ragazzi non dovevano morire' e il successivo dibattito con Paolo Ferrero, già Ministro e segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e con il giornalista e reporter Vincenzo Lorusso dal Donbass. Il documentario ricostruisce il bombardamento dello studentato di Starobelsk (avvenuto poco più di un mese fa e in cui hanno perso la vita ventuno giovani) dando un volto e una storia alle vittime della guerra. Per Rifondazione Comunista quella tragedia richiama anche le responsabilità dei governi occidentali che continuano ad alimentare il conflitto con l'invio di armi all'esercito ucraino, comprese quelle fornite dall'Italia. Il divieto è stato motivato, in modo piuttosto pasticciato e senz'altro tardivo, con un richiamo a un 'regolamento europeo'; ma del tutto incomprensibile (per così dire) è stato il tentativo di impedire persino un semplice collegamento telefonico con gli ospiti dell'iniziativa, una scelta che non trova alcun fondamento giuridico e che costituisce un grave precedente per la libertà di discussione”.
“Se l'obiettivo era impedire la diffusione di un punto di vista critico sulla guerra, il tentativo comunque è fallito. L'iniziativa si è svolta ugualmente, con una partecipazione ampia e un confronto libero e partecipato. Contro ogni guerra e contro ogni censura, noi continueremo a promuovere occasioni di informazione e dibattito, convinti che la pace si costruisca anche difendendo il pluralismo e la libertà di espressione. I sondaggi di questi giorni mandano un messaggio chiaro: gli italiani non vogliono la guerra e non vogliono il riarmo. Per noi costituisce un programma di lavoro: no alla Nato, no al riarmo!”
Partito della RIfondazione comunista (Sinistra Europea)
Circolo di Viterbo