


VITERBO - Grande successo ieri a Viterbo per l'evento Assaggi, la prestigiosa vetrina enogastronomica organizzata dalla Camera di Commercio di Viterbo per valorizzare le eccellenze del territorio. La serata ha regalato al pubblico un vero e proprio viaggio sensoriale, culminato in due show cooking d’eccezione che hanno visto protagonisti la ricerca raffinata dello chef Salvo Cravero e l'energia travolgente del mitico Giorgione.

Ad accendere i fornelli nella prima parte della serata è stato lo chef Salvo Cravero, firma culinaria del Pepe Nero, elegante ristorante affacciato sul Lago di Bolsena (a Capodimonte). Noto per la sua cucina di mare contemporanea capace di fondere tradizione mediterranea e slancio creativo, Cravero – fiero Cuoco dell'Alleanza Slow Food – ha incantato la platea con la sua filosofia basata su tecnica, ricerca e profondo rispetto per le radici.
Sul palco di Assaggi, lo chef ha presentato un piatto manifesto del suo stile personale ed equilibrato:
'Orzotto al topinambur, bottarga di coregone e foglia di limone'
Una proposta raffinata che celebra il territorio lacustre in chiave moderna, dove la delicatezza del topinambur e l'intensità della bottarga di coregone si fondono, rinfrescate dalla nota agrumata della foglia di limone. Un perfetto esempio di come l'innovazione possa esaltare le materie prime locali.
IL PIATTO DELLO CHEF CRAVERO:
• Base: Orzotto mantecato al topinambur
• Elemento sapido: Bottarga di coregone (eccellenza del Lago di Bolsena)
• Nota aromatica: Foglia di limone
Giorgione ha conquistato il pubblico con uno show cooking ravvivato dalla sua consueta simpatia, preparando un grande classico:
'Maltagliati alla Norcina'
Un piatto generoso e conviviale, specchio di una cucina contadina che non ha bisogno di artifici. Giorgione ha ribadito l'importanza di prediligere ingredienti stagionali e materie prime di assoluta qualità, lavorate con tecniche semplici che mettono al centro il gusto naturale e la schiettezza della terra.
La serata di ieri ad Assaggi ha dimostrato ancora una volta la straordinaria versatilità della proposta gastronomica della Tuscia: da un lato l'equilibrio tecnico e la creatività contemporanea di Salvo Cravero, dall'altro la forza rurale e la memoria storica di Giorgione. Un binomio vincente che ha lasciato a bocca aperta (e tesa al gusto) il pubblico viterbese.
