


VITERBO – Ancora tensione all'interno della casa circondariale 'Nicandro Izzo' di Viterbo. Nella serata di ieri un detenuto avrebbe incendiato un materasso all'interno di una cella del terzo piano dell'istituto. L'episodio avrebbe provocato l'intossicazione di sette agenti della Polizia penitenziaria, tutti refertati con una prognosi di sette giorni.
A rendere nota la vicenda è la FNS Cisl Lazio, che torna a denunciare le difficili condizioni operative all'interno del carcere viterbese, evidenziando una lunga serie di episodi critici registrati negli ultimi mesi.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il 7 aprile scorso un detenuto avrebbe aggredito il sovrintendente addetto alla Sorveglianza Generale, colpendolo violentemente e costringendolo a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, con una prognosi di 25 giorni. Pochi giorni dopo, il 13 aprile, un altro agente sarebbe stato vittima di un'aggressione da parte di un detenuto, mentre il 4 giugno un agente scelto avrebbe riportato 30 giorni di prognosi in seguito a un nuovo episodio di violenza.
Tra gli eventi più gravi ricordati dalla FNS Cisl Lazio figura anche la morte, lo scorso 16 luglio, di un detenuto marocchino di 26 anni, rimasto gravemente ferito durante una violenta rissa all'interno dell'istituto. Il sindacato richiama inoltre quanto accaduto il 25 luglio, quando 23 persone rimasero intossicate, tra cui sei appartenenti alla Polizia penitenziaria in servizio nel reparto precauzionale.
A pesare sulla gestione dell'istituto, secondo il sindacato, sono soprattutto il sovraffollamento e la cronica carenza di personale. L'organico previsto dovrebbe essere di 330 unità, ma quello effettivamente in servizio è di 296. Un numero che, precisa la FNS Cisl Lazio, diminuisce ulteriormente considerando il personale assegnato al Gruppo Operativo Mobile (GOM), portando la carenza complessiva a circa 70 unità.
Particolarmente critica la situazione nei ruoli dei sovrintendenti, dove sono presenti soltanto 16 unità rispetto alle 41 previste, con una scopertura di circa il 60%, e degli ispettori, con 13 presenti su 29 previsti, pari a una carenza del 44%.
Anche il numero dei detenuti continua a superare di gran lunga la capienza regolamentare: attualmente sono circa 650 a fronte di una disponibilità di 440 posti.
Per la FNS Cisl Lazio il susseguirsi di incendi, aggressioni e altri episodi di criticità dimostra come il sistema penitenziario necessiti di interventi urgenti e strutturali.
«Le criticità evidenziano la necessità di azioni immediate. Oltre al sovraffollamento e alla carenza di personale, manca un vero progetto per il sistema penitenziario, che da anni vive una condizione di sofferenza strutturale. Per migliorare le condizioni di lavoro del personale servono investimenti sulle strutture, ma è indispensabile garantire sicurezza, salubrità e igiene sia agli operatori sia alle persone detenute. È inaccettabile continuare a lavorare in queste condizioni», afferma il sindacato.
La FNS Cisl Lazio rinnova quindi l'appello alle istituzioni affinché vengano adottati provvedimenti concreti per rafforzare gli organici, ridurre il sovraffollamento e migliorare le condizioni di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari, ricordando come le criticità del carcere di Viterbo rappresentino una situazione che, a loro giudizio, continua a ripetersi quotidianamente senza trovare risposte adeguate.