

VITERBO – Un forte richiamo alla pace, alla sofferenza degli ammalati e alla Terra Santa ha segnato la processione del Venerdì Santo, durante la quale il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto rivolgere un saluto ai fedeli presenti fin dalla partenza del corteo.
“Ci uniamo alla preghiera del Papa per la pace. Preghiamo per gli ammalati e per la terra santa”, ha detto il vescovo, invitando la comunità a condividere un momento di riflessione collettiva.
“È importante – ha esordito Piazza davanti alla chiesa del Gonfalone – unire la nostra preghiera a quella del santo padre, pensando a quello che accade nel mondo, al bisogno di pace, alle vittime di guerra, alle atrocità che aumentano anziché diminuire, e alle tante sofferenze che ormai segnano l’umanità”.
Il vescovo ha poi richiamato il significato profondo del sacrificio di Cristo, sottolineando come esso rappresenti un dono per tutta l’umanità e un invito a viverne concretamente gli effetti. “Il sacrificio di Cristo è per noi, per la nostra umanità. È perché ognuno di noi raccolga gli effetti di questo sacrificio. Accanto al pensiero e al desiderio di pace – ha proseguito Piazza -, vorrei che portassimo nel cuore gli ammalati. Ci sono tanti ammalati nelle nostre famiglie. C’è tanta sofferenza nel nostro territorio. E vorrei che pregassimo per la Terra santa, dove i nostri fratelli nella fede vivono nell’impossibilità di celebrare un momento così importante e fondamentale per il cammino della vita. Preghiamo con loro e per loro”.
La processione, accompagnata dalla banda Musichiamo, ha attraversato le vie cittadine con le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, portate a spalla dalla confraternita del Gonfalone, dagli Araldi della Madonna del Carmelo e dai portatori della Madonna Liberatrice.
Al termine del percorso, davanti alla cattedrale di San Lorenzo, il vescovo è tornato a rivolgersi ai presenti, soffermandosi sul significato della croce. “Quel Cristo crocifisso – ha detto Piazza alle centinaia di persone accorse per uno dei riti più suggestivi della settimana santa –, è la motivazione che dobbiamo conservare nel cuore, è la dimostrazione che solo l’amore trasforma il dolore. Il signore non ci ha chiesto di portare la sua croce, ha chiesto che ognuno porti la propria”.
Nel suo intervento ha ribadito anche il valore della speranza e della fiducia, invitando a guardare oltre le difficoltà: “Il signore ci apre il sentiero della speranza, e per quanto il peso possa essere grande, dobbiamo alzare lo sguardo e confortati da questo sostegno che dimostra nel tempo che l’amore non si arrende, resiste. E in questo non arrendersi ci siamo anche noi oggi”.
Infine, un augurio rivolto alla comunità in vista della Pasqua: “Cari fratelli e sorelle – ha proseguito Piazza – guardiamo con fiducia a quella vita che ci viene donata e che nel giorno di Pasqua ci viene consegnata come destinazione definitiva. Dobbiamo essere convinti di potercela fare, perché il signore ci ha dimostrato che è possibile farcela. Anche i sacrifici che ci sono richiesti vissuti con amore sono speranza per tutti. Vi auguro – ha concluso il vescovo – di vivere la giornata di domani in silenzio, stando un po’ con sé stessi, e di poter godere la gioia della resurrezione con la fiducia nel cuore che ci viene dal crocifisso risorto“.
Una serata partecipata e intensa, che ha visto centinaia di persone condividere un momento di raccoglimento e spiritualità, con il pensiero rivolto in particolare a un mondo segnato da guerre e sofferenze.
-