


VITERBO - Una serata all’insegna della musica, della cultura e della valorizzazione del territorio. Il Teatro Unione di Viterbo ha ospitato sabato sera la rappresentazione de “Il Barbiere di Siviglia”, che ha regalato al pubblico tre ore di spettacolo e numerosi minuti di applausi. Un appuntamento accolto con entusiasmo e sostenuto dal patrocinio del Rotary Club di Viterbo, che ha scelto di scommettere sul ritorno della lirica in città.
L’opera, presentata da Maria Chiara Camponeschi, è stata protagonista di una rappresentazione particolarmente apprezzata dagli spettatori. Alla serata erano presenti il presidente del Rotary Club Viterbo, David Trotti, e la past president Alexia Paolocci, a testimonianza dell’impegno dell’associazione nella promozione delle iniziative culturali del territorio.
Al termine dello spettacolo, il presidente Trotti ha spiegato le ragioni del sostegno all’iniziativa, sottolineando il ruolo della cultura nello sviluppo della comunità: «Abbiamo patrocinato questo evento e raccomandato a tanti di parteciparvi perché crediamo che lo sviluppo di un territorio passi anche, o forse soprattutto, per la cultura della città. Un territorio si riconosce per la sua storia e le sue particolarità».
Un impegno che, secondo Trotti, assume ancora più valore in un periodo in cui l’omologazione rischia di mettere in secondo piano le identità locali. «Riuscire a valorizzare le proprie peculiarità e la propria storia è sinonimo di ricchezza e di valore aggiunto. Aver patrocinato il tentativo di riportare la lirica nella nostra città è stata una scommessa importante per il nostro Club».

Il presidente ha poi ricordato il percorso avviato dal Rotary sul tema della valorizzazione culturale, iniziato lo scorso anno sotto la presidenza di Alexia Paolocci. Un progetto che punta a riscoprire il patrimonio cittadino e a riconoscere il valore dei suoi luoghi simbolo, a partire proprio dal Teatro Unione.
«Credo che sia una missione che debba essere realizzata da ogni associazione della nostra città, per portare a sentire la città come casa propria», ha aggiunto Trotti, richiamando l'importanza del senso di appartenenza e della conoscenza della propria storia. Un concetto che si lega anche alla capacità di trasformare risorse apparentemente semplici in eccellenze: «I grandi piatti del nostro territorio sono nati dall'utilizzo di risorse povere, che sono state portate all'eccellenza. Questo è quello che penso si debba fare. Valorizzare quello che hai, anche se poco e povero, è l'arte dell'eccellenza».
Tra gli aspetti che hanno colpito maggiormente il presidente durante la serata c'è stata la partecipazione del pubblico più giovane. «Una cosa che mi ha meravigliato e quasi sconcertato: la presenza di tanti giovani e di alcuni giovanissimi. Segno, per ora solo segno, del bisogno interiore che molti giovani hanno della riscoperta di cultura e di senso critico», ha raccontato, precisando di non voler entrare nel merito dell'esecuzione, a suo giudizio «perfetta e molto coinvolgente».
Il bilancio dell'iniziativa, dunque, va oltre il successo dello spettacolo. «Non solo riuscita, ma foriera di tante riflessioni e di molteplici contatti», ha concluso Trotti. «Per il nostro Club una serata di grande soddisfazione e di orgoglio, che racconta cosa vuol dire essere Rotariani e dare valore aggiunto al mondo in silenzio e attraverso i fatti».