ANNO 16 n° 274
Viterbo, il “Boccale del Pellegrino” torna al Museo della Ceramica dopo la mostra di Bruges
Conclusa l’esposizione internazionale “Connected Worlds of Bruges”: il reperto orvietano del XIV secolo è stato esposto al BRUSK e inserito nel catalogo ufficiale della mostra
29/09/2026 - 14:44

VITERBO – È tornato oggi al Museo della Ceramica della Tuscia il “Boccale con immagine del Pellegrino”, dopo oltre quattro mesi trascorsi in Belgio nell’ambito della mostra internazionale “Connected Worlds of Bruges”, ospitata negli spazi del BRUSK di Musea Brugge.

L’esposizione, inaugurata l’8 maggio e conclusa il 6 settembre 2026, ha riunito opere provenienti da importanti musei, biblioteche e istituzioni culturali europee e internazionali, raccontando Bruges come crocevia di scambi culturali, economici e religiosi nel Medioevo.

Tra i reperti selezionati anche il boccale realizzato a Orvieto nella prima metà del XIV secolo, appartenente alle collezioni del Museo della Ceramica della Tuscia di Viterbo. L’opera, in maiolica e identificata con l’inventario 35, è stata inserita nella sezione dedicata al mondo cristiano e al tema del pellegrinaggio, in dialogo con manufatti capaci di testimoniare la circolazione di persone, immagini e idee tra Europa, Mediterraneo e Oriente.

Al termine della mostra, il reperto è stato disallestito e imballato secondo le procedure concordate con la Soprintendenza di riferimento e con Musea Brugge, facendo quindi ritorno a Viterbo sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.

La partecipazione alla mostra ha inoltre lasciato una traccia nella documentazione scientifica dell’esposizione. Il “Boccale del Pellegrino” è infatti presente nel catalogo ufficiale di “Connected Worlds of Bruges”, dove l’opera è pubblicata con una riproduzione di particolare evidenza.

La mostra è stata curata da un gruppo internazionale di studiosi, tra i quali il professor Peter Frankopan dell’Università di Oxford, e ha proposto un percorso dedicato alle connessioni che nel Medioevo attraversavano l’Europa e i territori del Mediterraneo e dell’Oriente.

«La conclusione della mostra ci consente di misurare pienamente il valore di questa esperienza – dichiara il presidente della Fondazione Carivit, ente proprietario e gestore del Museo in collaborazione con il Comune di Viterbo, Luigi Pasqualetti –. Il Boccale del Pellegrino ha rappresentato a Bruges non soltanto il Museo della Ceramica della Tuscia, ma un patrimonio e un territorio capaci di partecipare con autorevolezza a un progetto culturale europeo di altissimo livello».

Soddisfazione anche da parte del vicesindaco e assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, che sottolinea come la partecipazione abbia portato Viterbo e il suo Museo della Ceramica all’interno di un racconto di dimensione internazionale.

«Quando un’opera del nostro patrimonio viene scelta per dialogare con collezioni di tale importanza, la città supera i propri confini senza rinunciare alla propria identità», afferma Antoniozzi.

La direttrice del Museo della Ceramica della Tuscia, Silvia Valentini, evidenzia invece il valore scientifico della partecipazione: «La presenza del Boccale del Pellegrino a Bruges ha confermato la qualità e il potenziale scientifico delle nostre collezioni». La pubblicazione dell’opera nel catalogo ufficiale, aggiunge, rappresenta «un riconoscimento importante» e una testimonianza duratura della collaborazione.

Con la partecipazione a “Connected Worlds of Bruges”, il Museo della Ceramica della Tuscia ha dunque portato una testimonianza della ceramica medievale dell’Italia centrale all’interno di un progetto culturale internazionale. Ora il rientro a Viterbo restituisce l’opera alle collezioni del museo, dopo l’esperienza espositiva che ne ha ampliato la visibilità e il confronto con importanti patrimoni culturali internazionali.






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