ANNO 16 n° 182
Viterbo, ieri l'ultimo saluto a Pio Marcoccia
Chiesa della Trinità gremita per i funerali dell'ex primo cittadino, architetto e urbanista. Omaggio all’uomo che ha lasciato un segno indelebile in città
01/07/2026 - 09:43

VITERBO – Una Chiesa della Trinità gremita ha dato ieri l'ultimo saluto a Francesco Pio Marcoccia, ex sindaco di Viterbo, architetto, urbanista e imprenditore, scomparso all'età di 79 anni. Un lungo applauso, la partecipazione delle istituzioni, del mondo delle professioni e di tanti cittadini hanno accompagnato il commiato a una delle figure che più hanno inciso nella storia amministrativa e urbanistica del capoluogo della Tuscia.

Il feretro ha raggiunto la chiesa dalla vicina abitazione di via Ser Monaldo ed è stato accolto davanti all'altare, ricoperto di fiori e affiancato dal gonfalone della città. A rendere omaggio a Marcoccia erano presenti, oltre ai familiari e agli amici, numerosi rappresentanti delle istituzioni: la sindaca Chiara Frontini, gli ex sindaci Giovanni Arena e Leonardo Michelini, l'ex ministro Giuseppe Fioroni, l'ex presidente della Provincia Marcello Meroi, il consigliere provinciale Francesco Ciarlanti, insieme a professionisti, architetti, avvocati e tanti cittadini.

Prima dell'inizio della celebrazione, tanti hanno voluto rendere omaggio all’uomo che ha cambiato il volto di Viterbo, con intensi ricordi, ricalcando il ritratto umano e professionale dell'ex primo cittadino. Parole che hanno ripercorso il lungo impegno di Marcoccia nelle istituzioni e nella professione.

A celebrare le esequie è stato padre Giuseppe Cacciotti, che nell'omelia ha ricordato la profonda fede e l'impegno civile di Marcoccia. «Francesco Pio ha seminato germogli di bene. È stato un uomo mite e gentile, un professionista operoso, un padre e un nonno affettuoso. Il suo cuore è stato animato dall'impegno civile e dalla fede».

Il sacerdote ha voluto ricordare anche il rapporto personale costruito negli anni. «Quando arrivai come parroco della Trinità fu tra i primi ad accogliermi e non ha mai smesso di incoraggiarmi, soprattutto nei momenti più difficili».

Marcoccia avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 25 agosto. Lascia la moglie Egle, i figli Federico e Luca, e i fratelli Maurizio e Umberto.

Esponente della Democrazia Cristiana, fu assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione prima di essere eletto sindaco nel febbraio del 1986, incarico che ricoprì fino al marzo del 1989. Parallelamente all'attività politica, ha lasciato un'impronta significativa come architetto e urbanista, firmando piani regolatori, progetti e interventi che hanno contribuito a delineare lo sviluppo urbanistico di Viterbo e dell'intera Tuscia.

L'ultimo saluto tributato dalla città ha restituito l'immagine di un amministratore ricordato non soltanto per le opere realizzate, ma anche per la capacità di coniugare visione, competenza e senso delle istituzioni, lasciando un'eredità che continua a vivere nella storia e nel volto di Viterbo.






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