ANNO 16 n° 271
Viterbo, esperienza positiva per la Summer School: il bilancio dello scrittore Stefano Mecorio
Raccontata anche la festa di Santa Rosa da Ascenzi
Elsa
28/08/2024 - 07:02
di Elsa Berardi

VITERBO - La puntata viterbese della Summer School è stata apprezzata dai corsisti: il bilancio dell’autore locale di guide sentimentali Stefano Mecorio è più che positivo.

Lo scrittore, che lavora anche in un frantoio, ha ammesso che l’occasione è stata “una tavola rotonda con tante riflessioni, più che domande”, incentrata particolarmente sulla percezione emotiva dei luoghi della Tuscia, sulle tradizioni dell’agricoltura, sugli angoli di Viterbo più descrittivi e sul cibo buono e semplice: Mecorio ha fatto spesa di prodotti tipici per l’allestimento di un buffet, destinato alla serata finale dell’iniziativa. Proprio la scorsa domenica, i corsisti sono andati via con un bellissimo ricordo della città e dei suoi abitanti, alimentato da assaggi deliziosi.

Il programma delle lezioni è iniziato con la conferenza a palazzo dei Priori di William Blacker, che con il suo garbo britannico e una fine cultura del viaggio ha stregato i presenti. Nella seconda giornata Mecorio e Novella Bonfanti, titolare della libreria Fernandez e della casa editrice Sette Città, hanno intrattenuto gli ospiti di Viterbo, mentre nel terzo giorno è stata illustrata l'arte spontanea dei poeti a braccio. È anche intervenuta una libraia di Firenze, Martina Castagnoli, a portare la sua testimonianza.

Non è tutto: nella terza data c’è stato spazio anche per il racconto della festa patronale più amata della Tuscia, quella di Santa Rosa. È stato creato un contesto magico per l’accoglienza di questi particolari turisti: una descrizione dei momenti-chiave della processione del 3 settembre a cura di Raffaele Ascenzi, che ha illustrato anche le caratteristiche delle sue tre Macchine nel giardino della sua residenza. Di grande valore affettivo è stato lo scritto presentato da una narrautrice d’eccezione, Cristina Pallotta, che ha condiviso la sua visione della Macchina: è stata sua l'introduzione dell'incontro con Ascenzi.

“I corsisti hanno avuto la fortuna di avere Raffaele Ascenzi a casa e a spiegare sotto la Macchina. Siamo andati a toccare con mano i posti dove vanno i facchini: tutti si sono incuriositi, perché è una cosa che finché non viene vista fisicamente, non si riesce a comprendere bene cosa sia. Tutti si sono ripromessi o di cercarla o di venirla a vedere. Ascenzi è stato dettagliato, tecnico ed emozionato nel presentarla e ha veramente incuriosito tutti”.

Molto interessante e piacevole è stato per i corsisti scoprire i dettagli di nicchia del capoluogo della Tuscia, su cui anche le più note opere d’arte hanno fatto presa. Un vero viaggio di esplorazione, sensazioni e conquista di un legame con la Tuscia diretto e indissolubile.

Facebook Twitter Rss