ANNO 16 n° 276
Viterbo, emergenza cinghiali: 5 gabbie per la cattura e dubbi sul parco dell'Arcionello
Consiglio comunale straordinario per discutere dell'emergenza cinghiali
Gabriele
17/10/2023 - 16:34
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – Consiglio comunale straordinario, oggi a palazzo dei Priori, per discutere del “problema cinghiali”. Ospiti desiderati della seduta: il presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli, rappresentanti della regione Lazio e della Asl, comitati cittadini e associazioni.

Il tema è molto caldo. Ma nella seduta si è respirata aria di collaborazione per venire a capo di un problema che effettivamente è molto difficile risolvere. Si è parlato di gabbie per la cattura dei cinghiali, raccolta differenziata per disincentivare le escursioni degli animali, pulitura degli spazi boschivi, recinzioni ed infine del parco naturale dell'Arcionello.

E' stato, proprio, il parco naturale ad essere protagonista delle disamine degli intervenuti in consiglio. L'Arcionello è l'habitat popolato dai gruppi di cinghiali che, soprattutto di notte, fanno irruzione nel centro abitato divenendo un pericolo per la sicurezza e sanità dei cittadini. I numeri evidenziano che nella zona, a fronte di un massimo di trecento esemplari ospitabili, ci vivano al momento circa quattromila cinghiali.

La provocazione lanciata dalla consigliera Fdl, Laura Allegrini, verte proprio sui confini del parco dell'Arcionello. Secondo l'ex assessore, l'area è stata lasciata all'incuria, non ha visto investimenti da parte della Provincia e ad oggi non rappresenta una fonte di benessere. Ricollocare i confini del parco, allontanandoli dal centro abitato, potrebbe rappresentare una soluzione.

In parte concorde anche la consigliera Luisa Ciambella (Per il Bene Comune). “L'ambiente è fondamentale, ma con il politicamente corretto non possiamo difendere gli esseri umani. Dal 2008 il parco è stato lasciato a sé. Ha senso oggi concepire il parco come è? Una riflessione, per un utilizzo più proficuo per la città, avrebbe senso.”

Non dello stesso avviso il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli: “L'Arcionello è un'opportunità per Viterbo. La Provincia ha avviato un tavolo della comunità per lo sviluppo della zona.”

L'attenzione poi è stata rivolta all'utilizzo di gabbie per la cattura dei cinghiali. Sempre il presidente Romoli ha dichiarato: “I lupi, cacciatori naturali dei cinghiali, stanno facendo spostare i suidi verso le zone limitrofe del parco dell'Arcionello, portandoli a contatto con il centro abitato. Sono state acquistate cinque gabbie per la cattura. A scanso di equivoci, la cattura corrisponde comunque all'abbattimento dell'animale. Purtroppo le aziende che curano gli abbattimenti per ora non hanno risposto alla dichiarazione d'interesse della provincia. Dobbiamo cercare di affidare il servizio.”

La cattura e l'abbattimento dei cinghiali ma anche il ruolo delle amministrazioni locali in questa attività, sono stati definiti dal Piano della regione Lazio per gli Interventi Urgenti e la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana nella specie cinghiale (PRIU) redatto nell'estate 2022. Ai comuni viene data la possibilità di gestire il numero degli animali selvatici attraverso la caccia e il piazzamento di trappole.

Per la Asl, intervenuta attraverso la presenza di Alessandro Pastore in rappresentanza del servizio veterinario, serve l'80% di cinghiali abbattuti entro i prossimi 4/5 anni. Una sfida difficile ma necessaria per via del pericolo “Peste Suina Africana”. Il virus, che non crea danni negli esseri umani, sarebbe un'enorme fattore di rischio per allevamenti e aziende agricole.

Secondo il consigliere Andrea Micci (Lega) l'intervento dell'amministrazione sul tema cinghiali deve essere assoluto e veloce: “Dobbiamo abbattere gli animali, prendiamo esempio dalla provincia di Messina. Bisogna ucciderli nel maggior numero possibile. Bisogna metterci i soldi e farlo.”

 Parere totalmente contrario all'utilizzo della gabbie e il successivo abbattimento dei cinghiali, quello della responsabile della sede Lav di Viterbo Maria Grazia Pompei. “I cinghiali sono un problema, ma chiediamoci il perché. Noi abbiamo rubato il loro territorio. La cittadinanza dovrebbe fare più attenzione nel posizionamento dei cestini della raccolta differenziata, nella pulizia di orti e giardini e soprattutto nel non addomesticare, dandogli del cibo, questi animali selvatici. Non mi sembra che la caccia abbia dato risultati fino ad ora. L'abbattimento delle femmine, tra l'altro, produce il bisogno di accoppiamento nelle altre esemplari che rimangono in vita. Il tutto provoca un aumento del numero.”

 Il consigliere Alvaro Ricci (PD) non è d'accordo con l'installazione delle gabbie. Secondo Ricci, le trappole posizionate sul tessuto urbano sono pura follia. Soluzioni che in altre località non hanno portato a buoni esiti. La provincia non sta trovando nessuna soluzione al problema e il comune di Viterbo spenderebbe dei fondi su una soluzione già impraticabile alla partenza. Bisognerebbe, secondo il consigliere, procedere con la modifica degli orari per la raccolta differenziata. Effettuandola in orari serali, si disincentiverebbe la discesa dei cinghiali alla ricerca di cibo per le vie di Viterbo.

Il problema del rovesciamento degli stalli per la raccolta dei rifiuti porta a porta è annoso per gli abitanti della zona murialdo, come evidenziato da Antonella Bruni del comitato “Viterbo Pulita e Sicura”. “Sono animalista, ma bisogna essere equilibrati. I cinghiali sono un problema che deve andare oltre la sensibilità. Abbiamo cercato di comunicare con l'amministrazione ma non abbiamo ricevuto risposte. Il 14 Settembre la sindaca ha correlato la presenza dei cinghiali al modo sbagliato con cui è effettuata la raccolta differenziata da parte dei cittadini. E' come dire che la loro presenza sia colpa dei viterbesi.”

 A concludere la discussione del consiglio comunale la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini. “Abbiamo richiesto e ottenuto il PRIU. Ma il piano non è un'opportunità, è uno scarico di responsabilità verso i comuni. Non ci vengono rilasciati fondi. Dopo anni in cui non è stato affrontato il problema dell'aumento della popolazione dei cinghiali, oggi siamo in emergenza. Il servizio degli operatori per la pulizia post passaggio degli animali ci costa 800€ a settimana. Con l'ancoraggio dei cestini per la raccolta della differenziata, il problema per il decoro e lo spargimento rifiuti è stato risolto. Nel comune non esiste nessuno in grado di svolgere il PRIU, quindi ci siamo rivolti all'Università degli Studi della Tuscia per attuarlo. Il progetto non deve essere solo un “ammazziamoli e via” ma bisogna procedere con soluzioni utili alla cittadinanza. Nelle ultime settimane abbiamo mandato il nucleo ambiente della polizia locale ad intervenire e controllare la pulizia dei terreni nella zona interessata dal passaggio dei cinghiali. Sono state sanzionate 18 proprietà.”






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