ANNO 16 n° 220
Viterbo, diffida al Comune sulla scritta 'Remigrazione': 31 cittadini chiedono la rimozione
Notificato un atto per la mancata esecuzione dell'ordinanza che disponeva la rimozione dello striscione e dei cartelli in piazzale Gramsci. Annunciato il ricorso all'autoritą giudiziaria in caso di ulteriore inerzia
07/08/2026 - 11:07

 

VITERBO – Trentuno cittadini hanno notificato una diffida formale al sindaco di Viterbo e alla dirigente del IV Settore del Comune, contestando la mancata esecuzione dell'ordinanza dirigenziale che disponeva la rimozione dello striscione e dei cartelli con la scritta 'Remigrazione' installati in piazzale Gramsci.

L'iniziativa, promossa – tra gli altri – da Mario Di Marco, Raimondo Raimondi e Sandra Gasbarri, richiama l'articolo 328 del Codice penale in materia di omissione di atti d'ufficio e fa riferimento all'ordinanza dirigenziale n. 409 del 15 giugno 2026, che imponeva la rimozione dell'installazione ritenuta abusiva.

Secondo quanto riportato nel comunicato, lo striscione e i quattro cartelli erano già stati oggetto di un verbale della Polizia Locale e, una volta scaduti i dieci giorni concessi al soggetto responsabile per il ripristino dei luoghi, il Comune avrebbe dovuto procedere alla rimozione d'ufficio, come previsto dall'articolo 23 del Codice della Strada.

I firmatari sostengono che l'installazione rappresenti una provocazione ideologica e possa costituire un potenziale rischio per l'ordine pubblico. Con la diffida viene concesso all'amministrazione un termine di 30 giorni per provvedere alla rimozione, con addebito delle spese al responsabile.

Nel documento si annuncia inoltre che, qualora il Comune non dovesse intervenire entro il termine indicato, gli atti saranno trasmessi all'autorità giudiziaria per l'accertamento di eventuali responsabilità penali connesse all'omessa esecuzione del provvedimento amministrativo.






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