


CIVITA CASTELLANA - Un 43enne di Civita Castellana è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale al tribunale di Viterbo: aggredito verbalmente, stando alla sua ricostruzione, dalla madre di una ragazzina, ha dichiarato di non aver mai fatto cenno alla stessa di salire a bordo della sua macchina, come invece la presunta vittima aveva riferito.
La piccola all’epoca dei fatti, consumatisi tra l’estate e l’autunno del 2021, aveva tredici anni e sarebbe stata tampinata dall’accusato, che più volte le avrebbe sorriso e rivolto apprezzamenti. L’invito ad entrare nella sua macchina, nella versione dell’imputato, non è stato mai rivolto alla giovanissima: l’uomo si è detto invece particolarmente nostalgico della sua gioventù, atteggiamento che l’ha portato a dedicare attenzioni all’adolescente. La ragazza, in quel settembre, era uscita in compagnia di alcuni amici e si trovava presso un bar.
Il 43enne ha ammesso di essersi lasciato andare a una leggerezza, quella di aver semplicemente sorriso con traporto, che però gli è costata l’aggressione verbale della madre della piccola, che era con i ragazzi. La donna diede del pedofilo all’imputato, tacciandolo di molestie. Il fratello maggiore, che aveva assistito all’incontro con l’accusato, lo incolpò di aver importunato la sorella, mentre lo stesso uomo – con un amico a bere un caffè – non aveva neanche idea del fatto che la famiglia vivesse lì.
I genitori della bambina hanno sporto denuncia ai Carabinieri, mentre comportamenti fastidiosi sono stati manifestati dai suoi amici: il presunto autore del gesto ha dichiarato di essere stato vittima di una bravata a uno stop, con i ragazzi che accerchiavano il suo veicolo, facendo smorfie e alzando i tergicristalli. Risolutiva è stata la telefonata al 112: l’uomo aveva preso il telefono, riattacato non appena i giovani sono scappati.