


VITERBO – Sopra, sulla cima, e fuori c'è la storia di questa città. Lassù è l'acropoli, dove è iniziata la vita civile di Viterbo, già prima dei romani. Qui, invece, nella valle di Faul, la storia è passata, eserciti e pellegrini e santi e artisti. Dentro, invece, è passato il lavoro degli uomini, perché questo una volta era un mattatoio, luogo di fatica e di morte (degli animali) che consentiva la vita (delle persone). L'arte moderna di Tra Forma e Segno se vogliamo è un punto di incontro, perché viene dal Novecento, il secolo che queste cose – la storia e il lavoro degli uomini – li ha sublimati, anche in modo terribile, più spesso verso l'evoluzione.
Settanta opere. Da De Chirico a Modigliani, da Carrà a Schifano a Chia. Con la ciliegina di un Keith Haring che è già il simbolo dell'evento, lo sfondo naturale per le foto ricordo, ma anche per fermarsi a pensare. L'arte apre le porte del mondo, e allora anche Viterbo può essere una finestra sul pianeta, specie per chi non può, o non vuole, arrivare fino al MoMa a New York, o in una delle straordinarie pinacoteche europee. O per chi detesta osservare la realtà dell'oblò virtuale della Rete. E' tutto qui, il genio di quegli artisti straordinari, protagonisti appunto del passaggio dalla forma al segno.
I quadri arrivano da un posto così lontano e allo stesso così vicino: la secolare Repubblica di San Marino. Sono di proprietà di due fondi, e dunque delle banche del Titano che hanno deciso di scommettere sull'arte, la grande arte, come investimento. Ma l'arte – è chiaro – vale di più se la si fa girare, se la si mostra, non soltanto a tenerla nei cavea. E' la prima volta che lasciano i confini del piccolo Stato, e per la città di Viterbo e la Tuscia tutta questo deve essere considerato un privilegio. A curare l'allestimento c'è Beatrice Buscaroli, una delle più prestigiose studiose d'arte, esponente anche del consiglio superiore dei Beni culturali. L'organizzazione è di Anonima Talenti.
Ma giusto perché la cultura è insieme globale e locale, qui e ovunque, ecco l'appendice, una mostra nella mostra. Si chiama Contemporanea Contemporanei, e raccoglie le opere di sei artisti che nella Tuscia sono nati, o si sono trasferiti per esprimere la loro arte e creatività. Perché al di là della fama dei grandissimi, in un mondo migliore tutti meriterebbero uno spazio per mostrare.
Aperta fino al 29 maggio (qui tutte le informazioni utili) Tra Forma e Segno è qualcosa per cui vale la pena venire a Viterbo. O tornarci. O magari continuare a viverci.