


VITERBO – Il Teatro dell’Unione si prepara ad accogliere il primo appuntamento della stagione di danza 2026/2027. Mercoledì 21 ottobre, alle ore 21, andrà in scena Stuporosa, spettacolo diretto e coreografato da Francesco Marilungo, vincitore del Premio Ubu 2024 come miglior spettacolo di danza.
La proposta si inserisce nella programmazione promossa dal Comune di Viterbo e da Atcl – Circuito multidisciplinare del Lazio, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, che affianca la stagione di danza a quelle di prosa e teatro ragazzi.
Prodotto da Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza e coprodotto da Fabbrica Europa, Stuporosa porta sul palco cinque performer: Vera Di Lecce, Barbara Novati, Roberta Racis, Martina Di Prato e Francesca Linnea Ugolini. Al centro della performance c’è il pianto corale, esplorato nelle sue molteplici sfumature: un lamento che può essere trattenuto o soffocato, trasformarsi in musica e canto, fino ad aprirsi alla speranza, riprendendo le sonorità di un antico lamento funebre salentino.
I corpi delle interpreti si frammentano e ricompongono alla ricerca di forme arcaiche, immagini che emergono e si dissolvono rapidamente. Sono le cosiddette figure di pathos, rappresentazioni archetipiche della sofferenza umana tramandate attraverso secoli e civiltà. Immagini legate a riti funebri del passato, ma capaci di parlare a ogni epoca, perché la sofferenza è una dimensione universale dell’esperienza umana.
Attraverso danze tradizionali, formule magiche sussurrate e una ninna nanna salentina, le cinque performer cercano di ricostruire un senso di appartenenza e collettività. Il gesto artistico diventa così un tentativo di recuperare una ritualità condivisa e di immaginare nuove forme di mutuo soccorso, in cui la comunità possa sostenere l’individuo nei momenti di difficoltà.
Lo spettacolo propone inoltre una riflessione sul lutto e sulla funzione dei riti collettivi. Il dolore viene rappresentato attraverso una forma stilizzata, lontana dall’eccesso emotivo, per interrogarsi sulla necessità umana di condividere la sofferenza e trovare, nella partecipazione comune, uno strumento per affrontare le crisi individuali.
Con Stuporosa, il Teatro dell’Unione inaugura dunque una stagione che affida alla danza il compito di esplorare temi profondi attraverso il linguaggio del corpo, della musica e della memoria, mettendo al centro il rapporto tra individuo e comunità.