ANNO 16 n° 274
Viterbese: ora
bisogna accontentarsi
Qualcosa di buono con il Castel Rigone, ma ancora molto da fare
03/04/2012 - 02:02

di Domenico Savino

VITERBO - Il tentativo adesso è quello di ottenere dalle restanti partite il massimo, salvare ciò che resta della stagione, porre le basi per quella successiva tenendo a mente gli errori (svariati) e mettendo in valigia le poche cose buone fatte. La Viterbese che torna da Castel Rigone ha qualche motivo per essere serena: non tantissimi ma un minimo di autostima il neo tecnico l'ha portata.

Resta da valutare quanto ancora, a poco meno di due mesi dalla fine, questa squadra può apprendere. Di buono c'è il pareggio, la voglia di lottare e rimanere aggrappati come una piovra alla partita. Da contorno le solite disattenzioni (gol subito su azione da fermo) e una diffusa difficoltà a concretizzare (Vegnaduzzo è sì arrivato ad otto reti, ma le sue ultime quattro giungono dagli undici metri o su calcio piazzato). Il calcio di Biagioni deve ancora vedere la luce. Non era francamente possibile dopo appena due allenamenti osservare cambiamenti radicali, rivoluzioni tattiche.

Ma per lo meno non è venuta a mancare la voglia di lottare e una certa ostinazione a non prendere gol: Santi si è superato in almeno due occasioni e seppure non si vinca più in Umbria non si è perso. Di questi tempi bisogna accontentarsi di ciò che passa il convento, senza alzate di testa, senza eccessive richieste. Già dalla prossima gara (si gioca il sabato di Pasqua al Rocchi contro un rinato Sansepolcro) qualcosa in più si dovrebbe vedere sia sotto l'aspetto del gioco che delle occasioni e in generale un ritrovato spirito di squadra che giorno dopo giorno il tecnico ex Andria sta inculcando al gruppo.

Ecco spiegata l'esigenza di doppie sedute di allenamento per apprendere i dettami tattici e per ritrovare un minimo di condizione atletica in una squadra che appare a tratti scarica e svuotata. 

Come ha detto Manfra a fine gara le giornate che restano servono a giudicare chi si merita la riconferma per la prossima stagione: siccome l'obiettivo play off sembra un po'complesso da raggiungere (lo Sporting Terni è quattro punti sopra in vantaggio negli scontri diretti e in mezzo ci sono Pierantonio, Spoleto, Sansepolcro e Deruta)  c'è la possibilità di vedere alcuni giovani prodotto di quel vivaio che l'attuale società vuole a tutti i costi tutelare.

Gnignera, Cisterna e Manini in queste ultime giornate potrebbero avere più spazio per mostrare qualità finora espresse solo nel torneo juniores. Poi ci sarebbe la questione legata al Sant'Antonio Abate: per motivi regolamentari qualora i campani nel loro girone di competenza (quello I che comprende le squadre siciliane e calabre, per la cronaca i giallorossi hanno perso 2-0 a Palazzolo) dovessero al termine della stagione finire nei play out si aprirebbe la porta secondaria (sarebbe meglio dire una breccia di purissima fortuna) dei play off per la Viterbese. Magra consolazione sperare nelle disgrazie sportive degli avversari, ma in questa stagione così bislacca e tormentata per la Viterbese potrebbe succedere anche questo. E non è un pesce d'Aprile ritardato.  





Facebook Twitter Rss