

di Domenico Savino
VITERBO – Nonostante freddo e neve sarà una domenica calda. La Viterbese è impegnata a Piancastagnaio per consolidare una posizione di tutto rispetto in classifica e tentare di dare l’assalto definitivo alla prima piazza, non lontanissima ma mai realmente avvicinata. E’ con questo spirito che i gialloblù si sono allenati durante la settimana facendo dribbling continui tra i campi della provincia alla ricerca di quelli in sintetico (perché a Piancastagnaio ci sarà l’erba artificiale) e di quelli sgombri dalla neve.
Ma è stata una settimana importante anche per la Flaminia Civita Castellana che al Madami gioca la classica gara da dentro o fuori contro il Pierantonio. I civitonici son o ultimi in graduatoria (14 punti) e devono necessariamente vincere per tenere accesa la fiammella della speranza. E’ stata confortante la fine dell’anno passato (blitz a Bastia) e l’inizio del 2013 (successo sul Lanciotto) prima di fermarsi a Ponte San Giovanni. Ora è il momento di riprendere il filo interrotto e cercare di darsi un futuro. E’ una domenica che può segnare il destino della Flaminia, ma alla stessa maniera anche la Viterbese ha la chance per tenere lontana una potenziale pretendente ai play off. E farlo già a gennaio è un vantaggio.
VITERBESE – A parte il lungodegente Travaglione e Scardini (che si è stirato e con tutta probabilità salterà Pianese), Farris ha tutti gli uomini a disposizione e una discreta varietà di scelta in vista della trasferta. Come ormai è noto, i gialloblù lontano da Viterbo riescono ad esprimersi al meglio, sentono meno la pressione, spesso si adattano all’avversario di turno con costrutto. L’ultimo inciampo è stato un vero e proprio capitombolo a Deruta. Da quel momento il trend è stato positivo e c’è tutta l’intenzione di mantenere alta la media inglese che per la Viterbese si guarda al contrario (notoriamente è vittoria in casa pari in trasferta, ma l’andazzo di quest’anno propone di invertire successo e pareggi).
Il tecnico milanese durante le tappe di avvicinamento a Piancastagnaio si è anche interrogato sulla possibilità di confermare o meno il 4-3-3 che ha eletto a modulo di riferimento. Probabilmente qualche accorgimento sarà previsto per le partite al Rocchi e quindi, considerando l’assenza di Scardini, si va verso la conferma dell’undici che ha incrociato i guantoni contro il Fiesole.
Rispetto a sette giorni fa c’è anche Ugolini recuperato dopo la squalifica e in seguito alla botta alla spalla. Si apre il ballottaggio per la maglia di terzino destro, mentre le altre tre casacche sono state assegnate a Fapperdue, Ibojo e D’Alessio. Cerniere centrale che prevede l’utilizzo dell’under Ciogli (sempre positivo) con Giannone a dettare i tempi della manovra e Giacinti nel ruolo di mezzo sinistro. Non ci sono dubbi per l’attacco guidato da Vegnaduzzo (che non deve spremersi in un faticoso lavoro spalle alla porta) Gubinelli e Pero Nullo. Possibile che in alcuni momenti della partita l’ex Spoleto giochi tra le linee con il primo vicino al bomber argentino.
FLAMINIA – Diversa è la situazione della Flaminia chiamata a vincere senza quattro pedine fondamentali. Fuori per squalifica Nasti, Simmi e Buono, per infortunio De Cesare. Quest’ultima è l’assenza più importante perché priva i rossoblù dell’unico attaccante di ruolo che abbina il fisici alla tecnica, che garantisce presenza in area di rigore e possiede la giusta esperienza per trafiggere le difese avversarie. Il tecnico Lillo Puccica dovrà fare per l’ennesima volta di necessità virtù, dovrà raschiare il fondo del barile per infondere la carica giusta alla Flaminia. La gara col Pierantonio (tre sconfitte nelle ultime quattro giornate, unica vittoria con il Todi penultimo) sa tanto di ultima spiaggia.