

di Andrea Arena
VITERBO – E adesso che succede, con la Lega Pro? E la domanda del tifoso medio, che una volta archiviata – dopo i dovuti e sacrosanti festeggiamenti – la vittoria della Viterbese comincia a pensare all'anno che verrà, al ritorno tra i professionisti. Insomma, il calciomercato e le chiacchiere di contorno sono già partite, e dureranno fino ad agosto inoltrato, e pure queste fanno parte del gioco, della passione. Insomma: finito un campionato di calcio giocato, inizia il campionato di calcio parlato, non meno appassionante e coinvolgente. In attesa delle prime notizie ufficiali, qualche certezza già si può azzardare. Una è quella che già oggi al Rocchi dovrebbe arrivare un attaccante 23enne non italiano (ma comunitario, forse proveniente dai Balcani) in prova.
La premessa
Intanto, un punto di partenza sacrosanto. La Viterbese di oggi, targata Camilli, si presenta al ballo dei professionisti come matricola soltanto a livello formale. Perché lo stesso Comandante e buona parte del suo staff hanno frequentato (e vinto…) la serie C già col Grosseto. Non solo: l'hanno frequentata in Maremma per diversi anni, spesso da protagonisti. Ergo: Camilli (e il direttore sportivo Minguzzi, se dovesse essere confermato) conoscono bene meccanismi e uomini dell'ambiente. Sanno come muoversi, insomma, sia nei confronti dei club di serie A e B che spesso e volentieri determinano, con i prestiti dei loro giocatori, gli equilibri tecnici ed economici del torneo, sia nei confronti dei procuratori, che nel football professionistico hanno un ruolo decisivo. Per capirci: Camilli e i suoi non sono dei novellini, sanno a chi rivolgersi, cosa chiedere e come trattare. E lo stesso vale nei rapporti, altrettanto fondamentali e delicati, con i vertici della Lega Pro di Firenze, dove dopo il regno pluridecennale del ragionier Macalli, da qualche tempo si è insediato un nuovo management, guidato da quel Gabriele Gravina che pure con l'imprenditore di Grotte dovrebbe avere un certo feeling (per esempio: è molto amico dell'avvocato Tonino Ranucci, ex braccio destro di Camilli del quale non si esclude il ritorno a Viterbo).
Il mercato in entrata
Già girano voci incontrollate. Per esempio che Piero Camilli si sia mosso per assicurarsi alcuni giocatori in vista della Lega Pro. E che abbia spedito il direttore sportivo Minguzzi a chiudere gli accordi, se non da un punto di vista ufficiale (non si può, perché i tesseramenti sono chiusi) almeno sulla parola. E' lecito attendersi l'arrivo di qualche elemento proveniente dai settori giovanili delle squadre di A, per esempio dalla Roma, società con la quale Camilli è in ottimi rapporti da sempre, oltre ad esserne grande tifoso. Il club di Trigoria non solo dispone di una squadra Primavera, allenata da Alberto De Rossi, da anni ai vertici nazionali del movimento, ma controlla direttamente oltre cinquanta giocatori in prestito nei vari campionati, e girati, di anno in anno, in prestito a varie squadre. Tra questi c'è sicuramente qualche elemento che può far comodo alla Viterbese. Senza dimenticare che far giocare i giovani in Lega Pro significa soldi: sia dalla Lega stessa, sia dalle società proprietarie del cartellino attraverso i famosi premi di valorizzazione. Detto anche che lo stesso Camilli ha annunciato che diversi elementi under attualmente in rosa (da Pandolfi a Fe') potranno avere una chance anche l'anno prossimo, resta da individuare qualche elemento esperto, di categoria, per arricchire la rosa.
Detto del 23enne in arrivo oggi, il primo della lista è Ferdinando Sforzini, attaccante classe 1984 di Tivoli, già visto domenica scorsa in tribuna nella sfida decisica di Roma con l'Astrea. Un giocatore che i Camilli hanno avuto per tre stagioni a Grosseto e che potrebbe essere il classico tassello d'esperienza per una squadra al debutto: segna, apre spazi, fa salire la squadra, nnon disdegna gli assist. Un altro nome caldo può essere quello di Alessandro Polidori, attaccante classe 1992, viterbese di nascita, che quest'anno ha fatto un grande campionato al Rimini in Lega Pro (9 gol): il club romagnolo se la passa male, lui è già stato cercato dai gialloblu nel mercato invernale. E' tornato a girare anche il nome di Kolawole Agodirin, altro attaccante esterno già in predicato di venire a Viterbo la scorsa estate in caso di ripescaggio in Lega Pro e che i tifosi gialloblu videro già alcuni anni fa con la maglia della vecchia Viterbese.
Il mercato in uscita
E' logico attendersi l'addio di diversi giocatori protagonisti della cavalcata promozione. Questo non per mancanza di gratitudine, ma perché il calcio è fatto così. Ci sono calciatori che stanno bene in serie D, guadagnano bene e vincono campionati, ma che magari non vogliono fare il salto tra i professionisti. In un mondo dove non esistono più le bandiere, e il mercato è sempre in evoluzione, è una cosa che va accettata. Diverso è il caso di Roberto Pini, classe 1997, portiere autore di una stagione straordinaria e messosi in luce anche nella Rappresentativa di serie D. Gli osservatori di mezza Italia lo seguono da mesi. Lui, che Camilli si è portato via da Grosseto, è di proprietà della società gialloblu, e sembra anche molto attaccato ai colori (tanto da essersi tatuato anche il leone). Ma le offerte non mancano: dal Parma, pure neopromosso in Lega Pro e dalle grandi ambizioni, all'Entella al Chievo, sono molti i club che lo vorrebbero ingaggiare. Vedremo come andrà a finire: se Camilli lo vorrà cedere (incassando anche bei soldini, o magari qualche giocatore in cambio) oppure se la storia continuerà. Magari per vincere ancora insieme.