

di Domenico Savino
VITERBO - ''Durante tutta la settimana scorsa ci siamo parlati con la squadra dicendoci che ormai il pareggio non ci basta più e che è necessario giocarsi tutte le gare anche a costo di perderle, perchè con un punto solo non andiamo avanti''. Con questa dichiarazioone il presidente della Viterbese ha concluso il suo intervento radiofonico su Radio Verde a margine di Sansovino - Viterbese.
L'eco di questa frase risuona ancora negli spogliatoi di Via della Palazzina e la Viterbese deve aver capito la lezione presidenziale. Quando parla Fiaschetti non lo fa mai a caso. Dosa i termini, ma va dritto al cuore della questione. E cioè i recenti balbettii in campionato non devono aver fatto piacere al number one gialloblù che nei giorni precedenti la gara di Monte San Savino si è fatto sentire.
Come è giusto che un condottiero debba fare si è messo sulla tolda di comando quando la nave si stava incagliando, ci ha messo la faccia ed ora pretende che gli sforzi economici profusi insieme al suo gruppo dirigenziale vengano ripagati. Con le vittorie appunto, anche perchè le altre proseguono il loro cammino spedito (nell'ultimo turno, però, solo due pareggi per le prime della classe).
E non si può non essere concordi con la dichiarazione di Fiaschetti. La Viterbese ormai non ha più nulla da perdere, deve giocare tutte le partite da quì al termine della stagione a testa alta e con la determinazione della squadra che sa ciò che vuole indipendentemente dall'avversario. Coppa Italia compresa: il dono ricevuto dalla società gialloblù poco prima del Natale (semifinali della competizione tricolore) che potrebbe consentire di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Un posto in finale può voler dire ripescaggio in Lega Pro e quindi ritorno tra i professionisti.
La Viterbese, come Fiaschetti ha ribadito, è una società sana e avrebbe le carte in regola per puntare ad un eventuale ripescaggio. I progetti intorno al settore giovanile sono anche il sintomo di una programmazione che la società ha avviato da un anno a questa parte e consentono di essere preparati a qualsiasi evenienza. Qualora anche questa speranza non dovesse avverarsi la squadra ha il compito di continuare sulla strada tracciata a Monte San Savino rimontando posizioni, scalando la garduatoria, passo dopo passo. Con la stessa pacatezza nelle parole, ma determinazione nei modi che ha mostrato Fiaschetti.
Per raggiungere traguardi ambiziosi bisogna faticare e in certi casi sbuffare tanto. Ma quando si ottengono gli obiettivi in questa maniera, sorridere sarà ancora più bello.