

di Domenico Savino
VITERBO - Si può fare, diceva Barack Obama. Yes, we can era lo slogan della sua prima campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca. Se per osmosi trasportiamo la stessa frase al tentativo estremo della Viterbese di agganciare la promozione in Lega Pro bisogna aggiungere un punto interrogativo. Si può fare? Oggettivamente l'impresa non si preannuncia facile. Il destino non è soltanto nelle mani della Viterbese che è obbligata a fare sei punti nelle due gare restanti della stagione regolare. Sei punti e poi sperare: che Castel Rigone e Casacastalda inciampino almeno una volta. Vale la pena ricordare che i gialloblu sono dietro negli scontri diretti contro il Casacastalda (due sconfitte), mentre sono davanti al Castel Rigone avendo nella speciale classifica avulsa vinto e pareggiato contro la corazzata di Brunello Cucinelli. Un piccolo vantaggio che però non è decisivo: infatti negli ultimi 180 minuti non ci sono scontri diretti, sfide fratricide che possono sconquassare gli equilibri. Tutto resta nelle mani delle tre squadre e delle loro avversarie.
L'anticipo di sabato consente alla Viterbese in caso di vittoria di essere per ventiquattro ore in testa alla classifica. Poi orecchio alla radiolina e rosario in mano: l'attenzione si sposterà ad ascoltare Castel Rigone - Pierantonio e Pianese - Casacastalda. Nel primo caso ci si appellerà alla volontà del Pierantonio di onorare fino alla fine il torneo: la squadra di Benni è penultima con più d'un piede in Eccellenza: cinque punti di distacco dal Lanciotto che va ad Arezzo contro gli amaranto toscani alla caccia dei tre punti per festeggiare la permanenza in D. Quindi al Pierantonio conviene giocarsela perché l'Arezzo non farà sconti e sulla carta ha tutti le qualità per battere il Lanciotto. Anche la Pianese non è salva e deve difendere i tre punti di vantaggio sul Bastia che riceve la Pontevecchio, non al massimo della forma. Caso simile al precedente: conviene giocarsela anche alla Pianese per mettersi al sicuro.
Poi bisogna guardare all'ultima giornata, domenica 5 maggio: la Viterbese e il Castel Rigone vanno in trasferta destinazione Trestina e Scandicci. Il Casacastalda attende la visita del Deruta. Mirino puntato sugli avversari: il Trestina ha attualmente 43 punti, due in più della zona calda e alla trentatreesima giornata gli tocca lo Sporting Terni praticamente in salvo. Ma la Viterbese non ha tempo di pensare a queste alchimie, dal momento che ha solo la vittoria come obiettivo. Allora si spera nello Scandicci che domenica prossima va a Todi e poi aspetta la capolista. Probabilmente i fiorentini non saranno salvi il 28 aprile e devono giocarsela contro la capolista. Più semplice per il Cascastalda: il Deruta è salvo e strizza - senza molta convinzione a dire il vero - l'occhio ai play off.
Insomma tutto pende dalla parte del Castel Rigone che ha il calendario più facile, ma è dietro negli scontri diretti anche con il Casacastalda ed è ultimo nella classifica avulsa globale qualora si arrivasse tutte a pari punti il 5 maggio. Ciononostante alla Viterbese credere non costa nulla. Lo ha fatto fino ad ora e continuerà a farlo. Del resto ci hanno creduto anche le ragazze del Volley Viterbo, anch'esse terze a due turni dalla fine. Indovinate come è finita?