ANNO 16 n° 274
Visita alla necropoli di San Giuliano
niziativa dell'associazione “La Scuffiaccia” con i ragazzi della “Santa Maria del Paradiso”
22/10/2011 - 14:55

Venerdì scorso 21 ottobre si è svolta una visita guidata presso la necropoli di San Giuliano e sul sito dell’antica città di Manthur, promossa dall’Associazione Culturale e Artistica “La Scuffiaccia” di Villa San Giovanni in Tuscia, che ha visto coinvolti gli alunni delle classi I, II e III media della Scuola Paritaria “Santa Maria del Paradiso” di Viterbo.

L’iniziativa ha fatto seguito ad un seminario dal titolo “Archeologia di una civiltà sepolta: gli Etruschi” promosso dalla medesima Associazione e dal Prof.re Giampaolo Anselmi, svolto, al pari della visita, dall’archeologa Micaela Merlino, coadiuvata dal Presidente della “Scuffiaccia”, Angelo Capuzzi, che ha avuto luogo lunedì 17 ottobre presso i locali della scuola di cui sopra.

L’area di San Giuliano è tra le più importanti, dal punto di vista storico-archeologico, e tra le più affascinanti dell’Etruria Meridionale, ed è attualmente compresa all’interno del “Parco Regionale Suburbano di Marturanum” (Comune di Barbarano Romano).

Il percorso ha avuto inizio dalla necropoli del “Caiolo”, dove agli alunni sono state illustrati importuni tumuli di età orientalizzante (VII secolo) quali quello della c.d. “Cuccumella”, scavato negli anni ’60 del XX secolo dall’Istituto Svedese di Studi Classici, e il “tumulo del Caiolo”; poi la “Tomba dei carri”, scoperta e scavata dalla Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale nel 1983, all’interno della cui anticamera furono trovati resti di ruote di carro in bronzo, riferibili, molto probabilmente, alla sepoltura di un principe-guerriero; e la “tomba dei Letti Funebri”, che rispecchia la tipica architettura funeraria ceretana ispirata alle abitazioni reali. Quindi la comitiva ha percorso la suggestiva via cava scavata dagli Etruschi nel banco tufaceo, che conduce verso la vallata del Fosso di San Giuliano, dove si trovano altri importanti sepolcri di VI, V e III secolo a.C. Gli alunni sono rimasti particolarmente colpiti dalle tombe a portico, tipica architettura presente soltanto nella necropoli di San Giuliano. L’archeologa ha spiegato loro come il portico soprastante le camere funerarie vere e proprie, fosse probabilmente utilizzato come area per i riti funerari in onore dei defunti.

La visita si è conclusa raggiungendo, attraverso un’altra via cava artificiale, il pianoro dell’antico abitato di Manthur (San Giuliano), dove si trovano gli importanti resti di una cisterna di età etrusca, poi trasformata in un piccolo impianto termale forse in età romana. Quindi si è passati a visitare la chiesetta medioevale di San Giuliano, le cui strutture mostrano parecchi elementi etruschi e romani riutilizzati, e dove sono conservati due cicli di affreschi del XII e XV secolo a.C. L’iniziativa è stata una preziosa occasione per gli alunni di fare esperienza dal vivo delle testimonianze di una delle civiltà preromane più importanti dell’Italia antica.

Come hanno sottolineato la dott.ssa Micaela Merlino e Angelo Capuzzi, lo scopo di queste iniziative è promuovere, soprattutto tra le giovani generazioni, la coscienza di quale importante patrimonio storico-archeologico esiste nelle Tuscia, il quale merita di essere meglio valorizzato e divulgato.

La Preside della Scuola, Prof.ssa Carla Polidori, si è mostrata, insieme alle altre insegnanti accompagnatrici, molto soddisfatta di come è stata svolta l’iniziativa, sottolineando come sia essenziale ai fini di una esauriente educazioni degli alunni, permettere loro di fare esperienza diretta con il territorio e con i resti archeologici, affinché possano “affezionarsi” alle bellezze della regione in cui abitano.






Facebook Twitter Rss