

VITERBO - I carabinieri del Comando provinciale di Viterbo, coordinati dal Colonnello Mauro Conte, continuano nella loro capillare attività di controllo del territorio anche durante il periodo estivo. E mettono a segno preziose operazioni per la sicurezza.
A Fabrica di Roma una discussione familiare per futili motivi è sfociata nella mattinata odierna in una violenta lite e ha rischiato di portare conseguenze ben più gravi . Zio e nipote rispettivamente 39nne e 24nne dopo aver iniziato una delle solite piccole liti pian piano sono giunti alle mani utilizzando gli attrezzi da carpentiere che avevano a disposizione e la violenza ha portato a richiedere, da parte dalla fidanzata di uno dei due, l’intervento dei militari della locale Stazione. I Carabinieri sono riusciti a sedare la lite che ha causato ferite da taglio traumi ed ecchimosi giudicate guaribili rispettivamente in 8 e 5 giorni ai due e 5 giorni alla ragazza che aveva tentato di placarli. I Carabinieri li hanno tratti in arresto e comunicato l’accaduto all’Autorità Giudiziaria competente;
A Capranica, il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ronciglione ha tratto in arresto un cittadino romeno di 38 anni per tentata rapina. L’uomo, in stato di ebbrezza alcolica, all’interno della filiale di un Istituto di Credito, dopo aver effettuato le operazioni di negoziazione di un assegno ha aggredito fisicamente la cassiera che si rifiutava di restituire il titolo poiché in lavorazione. L’avventore non curante delle spiegazioni della’impiegata le strappava da mano l’assegno e si dava alla fuga per le vie del paese. Prontamente intervenuti i militari dell’Arma hanno rintracciato l’uomo e recuperato il titolo di credito del valore di 2.500 euro . L’uomo è stato poi tratto in arresto e trattenuto nella camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo d atenersi nella giornata odierna;
A Canino a seguito di un controllo alla circolazione stradale gli uomini della locale Stazione Carabinieri hanno tratto in arresto un cittadino macedone di 24 anni colpito da un ordine di carcerazione internazionale emesso dall’autorità giudiziaria macedone per porto abusivo di armi da sparo. Lo stesso è stato tradotto presso la casa circondariale di Viterbo e dovrà scontare 4 anni e 6 mesi di reclusione.