ANNO 16 n° 274
Vince al lotto senza giocare
Condannata una tabaccaia di Cellere per peculato
10/03/2021 - 10:38

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Vincere al lotto senza scommetterci è stato per un paio di settimane possibile ad una tabaccaia di Cellere gestore di una postazione del giuoco al Lotto ufficiale.

Nella giornata di ieri mattina davanti al Collegio del Tribunale presieduto dalla dr.ssa Mattei, l’ingegnosa esercente del pubblico servizio di riscossione (cosi è stata delineata dalla Procura la sua posizione, pertanto peculato la sua condotta) è stata condannata a due anni di reclusione ed all’interdizione pubblici uffici (pertanto fine della concessione delle giocate presso il suo esercizio), non essendo valsa la difesa del suo avvocato di farla passare per pazza all’epoca dei fatti.

Infatti, tramite il sistema automatico che gestisce le giocate di competenza del monopolio statale tramite il noto “10 e Lotto”, si era accertato che l’introito delle giocate in quella tabaccheria non venivano riversate, per cui, dopo due settimane il sistema sospese le giocate, ma nel frattempo erano spariti quasi 100mila euro, che la tabaccaia si era tenuta per se.

Semplice ed ovvia il rinvio a giudizio, ma il busillis giuridico era la qualificazione del reato commesso: Truffa allo Stato o peculato.

Il Collegio ha fatto propria la tesi della Procura condannando l’imputata al più grave reato di peculato, cioè, il godimento personale di risorse pubbliche in quanto l’esercente di un servizio di scommesse gestito dallo stato esercitando in concessione un servizio statale, riveste la figura di esattore, cioè incaricato di un pubblico servizio.

Ineccepibile la condanna per peculato.






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