ANNO 16 n° 272
Villa Lante, il parco
pubblico nel degrado
E il lunedì resta chiuso
27/12/2013 - 00:01

 

Nel mondo arabo durante le giornate ventose vengono rimandati persino i processi. Si ritiene che un clima ostile non porti ad un ragionamento lucido. È preferibile pertanto farsi due passi e rinviare le sentenze a tempi migliori. A Viterbo, o meglio a Bagnaia, non è il caso nemmeno di uscire di casa. Semplicemente perché si rischia la vita. È bastato infatti un fine settimana all’insegna delle raffiche per creare il panico più assoluto tra gli avventori di Villa Lante. Coloro i quali si dirigono al parco (il più bello d’Italia nell’anno del Signore 2011), sempre con maggior frequenza, al fine di respirare un po’ d’aria pulita o di sgranchire i muscoli.
Alcuni giorni or sono un imponente tronco è crollato a pochi metri da un signore intento al footing. “Stavo correndo – dice lo stesso – Ed ho sentito un rumore fortissimo. La vegetazione dietro di me si è accasciata al suolo. Come se qualcosa la spingesse con forza verso il basso. Un albero è caduto dov’ero appena passato. E se non bastasse, lungo il tragitto sterrato avevo sorpassato una coppia di inglesi con due bimbe al seguito. Fortuna che io mi sono trovato oltre e loro prima. Altrimenti non so come sarebbe finitaVITERBO - ”VI

VITERBO - Nel mondo arabo durante le giornate ventose vengono rimandati persino i processi. Si ritiene che un clima ostile non porti ad un ragionamento lucido. È preferibile pertanto farsi due passi e rinviare le sentenze a tempi migliori. A Viterbo, o meglio a Bagnaia, non è il caso nemmeno di uscire di casa. Semplicemente perché si rischia la vita. È bastato infatti un fine settimana all’insegna delle raffiche per creare il panico più assoluto tra gli avventori di Villa Lante. Coloro i quali si dirigono al parco (il più bello d’Italia nell’anno del Signore 2011), sempre con maggior frequenza, al fine di respirare un po’ d’aria pulita o di sgranchire i muscoli.
Alcuni giorni or sono un imponente tronco è crollato a pochi metri da un signore intento al footing. “Stavo correndo – dice lo stesso – Ed ho sentito un rumore fortissimo. La vegetazione dietro di me si è accasciata al suolo. Come se qualcosa la spingesse con forza verso il basso. Un albero è caduto dov’ero appena passato. E se non bastasse, lungo il tragitto sterrato avevo sorpassato una coppia di inglesi con due bimbe al seguito. Fortuna che io mi sono trovato oltre e loro prima. Altrimenti non so come sarebbe finita”,

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