


MONTALTO DI CASTRO – Torna al centro del dibattito politico la vicenda di Villa Ilvana, la struttura comunale rimasta chiusa per circa quattro anni e ora al centro di una nuova fase gestionale. A sollevare dubbi sulla procedura sono i consiglieri comunali di opposizione Eleonora Sacconi, Luca Benni, Angelo Brizi e Francesco Corniglia, che chiedono all’amministrazione maggiore trasparenza sul percorso che ha portato all’affidamento della concessione.
Con la determina n. 1546 del 3 agosto 2026, il Comune ha aggiudicato la concessione di una porzione dell’immobile comunale alla società Medisfera Srl, risultata l’unica partecipante al bando. Un aspetto che, secondo l’opposizione, merita approfondimenti, anche alla luce delle vicende che hanno preceduto l’aggiudicazione.
I consiglieri ricordano infatti che una precedente procedura era stata annullata e successivamente riaperta dall’amministrazione dopo la constatazione della mancata pubblicazione di due allegati ritenuti fondamentali: la relazione descrittiva e la planimetria dell’immobile. Documenti necessari, secondo quanto evidenziato, per consentire agli operatori economici una corretta valutazione della struttura e la predisposizione delle offerte.
Proprio su questi aspetti l’opposizione ha presentato un’interrogazione consiliare, chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui siano state formulate le proposte progettuali nella prima fase della gara, sul numero di operatori che hanno effettuato il sopralluogo e sulle informazioni messe a disposizione dei partecipanti.
Nel mirino anche il futuro della struttura: i consiglieri chiedono di conoscere quali investimenti siano previsti, quali servizi verranno garantiti e quali siano le valutazioni effettuate dall’amministrazione sulla capacità organizzativa ed economica del soggetto aggiudicatario.
Secondo quanto riportato dall’opposizione, dalla visura camerale della società Medisera Srl emergerebbero ulteriori elementi da chiarire: la società risulterebbe costituita nel febbraio 2026, iscritta al Registro delle Imprese nel marzo dello stesso anno e classificata come impresa inattiva al momento dell’estrazione della visura.
“Non esprimiamo giudizi sul soggetto aggiudicatario – spiegano i consiglieri – ma poniamo una questione di interesse pubblico: quali garanzie ci sono sul progetto, sugli investimenti e sui servizi destinati alla cittadinanza?”
Per l’opposizione Villa Ilvana rappresenta un patrimonio della comunità di Montalto di Castro e Pescia Romana e necessita di un progetto chiaro e trasparente. “La struttura è rimasta chiusa troppo a lungo – concludono i consiglieri – e i cittadini hanno diritto di conoscere il percorso che porterà alla sua riapertura e alla futura gestione”.