



CIVITA CASTELLANA - Si sta avviando alla conclusione il progetto di scavi archeologici in località Vignale che ha visto impegnati, nel mese di giugno, il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università La Sapienza, congiuntamente all'Università olandese di Leiden
Ieri mattina c'è stata l'apertura al pubblico degli scavi prima della presentazione ufficiale del progetto che si terrà giovedì 30 giugno presso il Forte Sangallo. In quell'occasione saranno resi noti i risultati degli studi condotti in poco meno di un mese da parte del team di ricercatori e studenti guidati dall'archeologa la professoressa Maria Cristina Biella, responsabile della Missione. 'Stiamo lavorando a questo progetto da oltre due anni - ha esordito l'archeologa -. I primi sopralluoghi sono stati realizzati grazie all'applicazione di tecniche di indagine non invasive, ossia con l'ausilio di voli multispettrali, con i droni e il georadar'. 'In base a queste prime rivelazioni abbiamo deciso di concentrarci su precise porzioni di terreno e da li siamo partiti con gli scavi'. 'La scelta di questo luogo (Falerii) non è stata casuale. Infatti, mentre pensiamo di sapere molto sulle tombe e sui santuari, di fatto abbiamo un'informazione molto lacunare su come queste popolazioni vivevano. Avere un plateau come questo, vuoto, da poter scavare è un'opportunità veramente unica'. E l'insediamento di Vignale, che nei secoli ha mantenuto una vocazione prettamente agricola, è stato il luogo deputato ad accogliere gli studi dei ricercatori.
Le indagini si sono concentrate su due siti, per un'area complessiva di circa 200 mq. Nel primo sito è emersa una struttura insediativa durata con molta probabilità fino all'età arcaica, con rinvenimento di materiale databile in un arco temporale dall'età del bronzo fino al 6° secolo a.C. La presenza di edifici era un dato di fatto, testimoniata dalla numerosa presenza di tegole.
Il secondo saggio è stato scelto per la presenza di un'angolatura particolare. Qui il georadar dava un banco a meno un metro dal suolo, con una serie di attività. Sotto l'humus, però, gli archeologi hanno rinvenuto buche di palo classiche e ancora cavi risalenti ai vigneti che sono, ovviamente, di più recente stratificazione.

Secondo saggio
'Tre settimane di studio sono davvero poche per dare delle risposte definitive e chiarificative - ha commentato la dott.ssa Biella -. Il progetto non sarà a breve termine e l'anno prossimo contiamo di tornare per proseguire gli studi. Con questo intendiamo mantenere una forte connotazione di progettualità scientifica anche a carattere turistico portando a termine il discorso del parco archeologico'.