ANNO 16 n° 274
Vigili del fuoco con mani
ustionate, l'Usb: “Scarsa
qualità dei guanti''
15/09/2012 - 04:00

VITERBO – “Non bastava un’estate campale, in cui i Vigili del fuoco hanno dovuto fronteggiare con croniche carenze di uomini e mezzi gli incendi che da nord a sud hanno devastato il nostro Paese. Adesso si aggiunge anche la scarsa qualità dei dispositivi di protezione individuali in dotazione che espongono i pompieri a rischi continui”. Lo denuncia in una nota l'Unione sindacale di base (Usb) dei Vigili del fuoco che si chiede: “Chi ha acquistato questi dispositivi di protezione?”.

”Una catena di infortuni - si legge nella nota - ha colpito in questi mesi i Vigili del fuoco, con casi di ustioni di secondo e terzo grado alle mani dei lavoratori impegnati nelle operazioni di spegnimento degli incendi, refertate nelle strutture sanitarie di Vicenza, Modena e Viterbo”. 

L’Usb, in particolare, ritiene “paradossale” la risposta dei dirigenti nazionali che, in seguito alla denuncia fatta dal personale, hanno dichiarato che “i guanti in dotazione debbono essere usati dopo uno specifico corso di formazione e che non debbono essere utilizzati troppo vicini a fiamme libere”. 

La questione era stata sollevata alla fine del mese di agosto quando, in seguito agli incidenti di cui erano rimasti vittime alcuni vigili del fuoco, rimasti ustionati alle mani: mentre a Vincenza due pompieri avevano riportato ustioni alle mani di secondo grado, a Viterbo a rimanere ferito il 19 agosto era stato Vincenzo V., 44 anni, veterano della caserma di via della Pila. Il vigile del fuoco viterbese, in particolare, era intento a spegnere un incendio partito dal vano motore di un pullman turistico - che aveva completamente distrutto il mezzo - quando i guanti di sicurezza che indossava, sebbene si trovasse a circa tre metri di distanza dal rogo, avevano iniziato ad irradiare un calore insopportabile. Si era immediatamente sfilato i guanti, ritrovandosi con entrambe le mani seriamente ustionate ed era ricorso alle cure mediche all’ospedale Belcolle. Diagnosi: quindici giorni. 

Informato dell’accaduto dal rappresentante provinciale, il caposquadra Gianluca Cannone, il sindacato autonomo Conapo aveva diffuso una nota chiedendo una verifica immediata dei guanti in dotazione. “Siamo sconcertati – aveva scritto Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato -, dopo i colleghi ustionati a Vicenza, un altro vigile del fuoco in servizio a Viterbo è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per aver riportato gravi ustioni alle mani, a causa dell’irraggiamento di calore durante lo spegnimento di un autoveicolo in fiamme, operando a una distanza di circa tre metri dal fuoco”. 

I sindacati avevano quindi sollecitato risposte immediate da parte del ministero dell’Interno, perché “i ventottomila vigili del fuoco che hanno in dotazione quei guanti hanno diritto a risposte tempestive e trasparenti”. 

Il dipartimento, raccomandando “massima attenzione nell’adozione di tutte le necessarie cautele per il personale operativo in tutti gli scenari di incendio”, aveva quindi fatto sapere che gli accertamenti tecnici erano già in corso e che quattro paia di guanti nuovi provenienti dal Comando di Vicenza erano stati inviati ad un laboratorio privato del Nord Italia. Anche dalla caserma di via della Pila, avevano riferito che i guanti del vigile del fuoco rimasto ferito erano stati catalogati, in attesa di essere prelevati ed inviati a laboratori accreditati. Era il 25 agosto, siamo a metà settembre e ancora si attendono risposte definitive. 

Per questo, l’Usb si domanda in che modo debbano operare i pompieri per garantire l’incolumità pubblica se per primi rimangono ustionati dalle fiamme. In più, chiede di “sapere chi abbia deciso l'acquisto di questi guanti che, nella nota informativa allegata alle confezioni sono definiti inadatti a operazioni speciali di lotta contro l'incendio”. Vicenda ancor più “grave”, secondo il comunicato, considerando che i Vigili del fuoco “devono svolgere attività di prevenzione e di controllo anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.






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