


I contenuti video sono particolarmente amati dagli utenti connessi alla rete, anche quando a crearli è una realtà aziendale. Basti pensare al numero di utenti della nota piattaforma YouTube, arrivato a quota un miliardo, ossia circa un terzo del totale degli utenti che navigano su Internet. E non è tutto, perché prima di recarsi in un negozio fisico per procedere all’acquisto vero e proprio, circa il 50% di essi effettua una ricerca per trovare video sul prodotto che ha intenzione di comprare, per avere un’idea più chiara sulle sue caratteristiche e approfondire alcuni aspetti specifici. Per questo, il video marketing per le aziende si rivela molto vantaggioso in termini di business, purché i contenuti in questione siano validi ed efficaci.
Perché un’azienda dovrebbe creare contenuti video?
Il videomarketing offre alle aziende diversi “trampolini di lancio” che possono dare una svolta al business a prescindere dagli anni di presenza sul mercato e dal settore di riferimento. Un contenuto di questo tipo, infatti, consente di ottenere un posizionamento migliore sui motori di ricerca (Google in primis), con conseguenze assolutamente positive sia sulle conversioni sia sul grado di conoscenza del brand da parte del pubblico. Nel caso in cui il video venga apprezzato dagli utenti al punto da diventare virale, arrivando ad essere condiviso spontaneamente e in maniera massiccia sul web, l’azienda potrà sfruttare gli effetti positivi di una pubblicità a costo zero, con tutti i vantaggi conseguenti a livello di brand identity, awareness e reputazione.
I fattori indispensabili per un video efficace
Come creare contenuti video per il marketing aziendale che funzionino e abbiano davvero successo su larga scala? Prima di tutto bisognerà analizzare il target del prodotto o servizio che si sta proponendo: gli utenti vengono bombardati ogni giorno da video di ogni tipo, quindi catturare la loro attenzione non sarà affatto semplice come potrebbe apparire; a questo scopo bisognerà quindi analizzare con cura le “buyer personas” tramite un’attenta profilazione, per creare un contenuto mirato che possa essere apprezzato e, di conseguenza, anche ricondiviso. Anche lo storytelling è un aspetto da non trascurare mai, poiché permette di coinvolgere l’utente non solo razionalmente ma anche emotivamente.
Se il pubblico di riferimento è estero, poi, sarà opportuno adattare il contenuto alla cultura e alla lingua locale; a questo proposito diventa doveroso provvedere a un doppiaggio professionale tramite servizi ad hoc come quelli di Global Voices, ad esempio, che consentono di avere un video ugualmente valido in lingue diverse da quella di partenza.
Attenzione anche all’adattamento del video a seconda del canale prescelto: un contenuto pensato per un social come Instagram, infatti, dovrà avere delle caratteristiche ben precise e necessariamente diverse rispetto a uno destinato ad essere pubblicato su Facebook o YouTube, che potrà essere anche molto più lungo e strutturato. Altro fattore decisivo e da non dimenticaremai è la CTA (acronimo che sta per “call to action”), ossia una richiesta di azione e coinvolgimento diretto da parte di chi visualizzerà il video: a questo proposito bisognerà pensare a un modo per far interagire gli utenti, tramite l’inserimento della propria mail nel campo di iscrizione alla newsletter, oppure via commenti, contest o altro. Infine, attenzione alla qualità: un video di questo tipo richiede infatti un’attrezzatura adeguata per un effetto davvero apprezzabile, motivo per cui è sempre bene rivolgersi a dei professionisti del settore per le riprese e il montaggio, evitando fai da te che potrebbero comprometterne il risultato.