


di Fabio Tornatore

VITERBO - Ancora tensione sul nodo Viale Trento, una questione che si è conquistata i riflettori dei mass media e quella dei social network, ma che esiste da decenni: spaccio, prostituzione. Da alcune settimane anche atti di violenza. 'Cosa fanno i servizi sociali?' si domanda Massimo D'Alessio 'questa è una questione che va risolta da loro'. I problemi di spaccio e violenza, rivalità tra bande, degrado, legati spesso a povertà economica e culturale, a mancanza di integrazione sociale, anche di italiani, si sposta da un quartiere all'altro della città, ma non vengono risolti.
'Lo spaccio della via è opera soprattutto di italiani, è sotto gli occhi di tutti ma non c'è prevenzione, come è possibile?' riferisce Massimo D'Alessio, rappresentante del Comitato di vicinato Viale Trento 'mentre gli episodi di violenza sono iniziati da quando al Sacrario si è messa la pattuglia, allora tutte le bande che si trovavano lì si sono spostate a viale Trento'.
'Spostare la fermata in piazzale Gramsci o in via Garbini sarebbe utile perché queste persone sarebbero alla luce del sole e non nascosti tra gli alberi, confusi tra i pendolari che aspettano il pullman. Si nascondono dentro la macchineta per fare le fototessere utilizzandola come ufficio per lo spaccio, ma appena arriva una pattuglia c'è il fuggi fuggi'.