ANNO 16 n° 250
Viale Trento, il Comitato per la sicurezza: «Denunciare i problemi non significa essere pro Vannacci»
Il Comitato Cittadino per la sicurezza e la riqualificazione di Viterbo interviene nel dibattito sulla situazione del quartiere
07/09/2026 - 17:41

VITERBO – «Denunciare i problemi di un quartiere non significa essere “pro Vannacci”. Chiedere sicurezza, rispetto delle regole, controllo del territorio e condizioni di vita dignitose non significa essere contro gli immigrati». È il punto di partenza della riflessione del Comitato Cittadino per la sicurezza e la riqualificazione di Viterbo, che interviene nel dibattito sulla situazione di Viale Trento e, più in generale, sulle problematiche che interessano alcune zone della città.

Il Comitato prende innanzitutto le distanze dalle posizioni di Roberto Vannacci e sottolinea di non appartenere né riconoscersi nel suo pensiero politico. Allo stesso tempo, rivendica il diritto di affrontare le criticità del territorio senza che ogni denuncia venga ricondotta automaticamente a una contrapposizione ideologica.

«Noi parliamo di Viale Trento e di Viterbo», sottolinea il Comitato. «Parliamo di cittadini che da anni vivono determinate situazioni e che hanno il diritto di essere ascoltati e tutelati, indipendentemente dalla loro nazionalità».

«Chiediamo buona amministrazione»

Secondo il Comitato, il tema centrale non sarebbe dunque quello dell'appartenenza politica o dell'origine delle persone, ma quello della gestione del territorio.

«Non chiediamo discriminazione. Chiediamo buona amministrazione», viene ribadito nella riflessione.

Tra le richieste vengono indicate una gestione corretta dei flussi e dei numeri, servizi adeguati, regole chiare e, soprattutto, regole rispettate. Una situazione che, secondo il Comitato, riguarda tanto i residenti quanto gli immigrati che vivono regolarmente sul territorio.

«Quando la gestione è sbagliata, le conseguenze ricadono inevitabilmente sia sui residenti sia sulle persone immigrate che vivono regolarmente nel nostro territorio».

«Dove erano prima?»

Una parte significativa dell'intervento riguarda poi il ruolo della politica e delle istituzioni.

Il Comitato si domanda dove fossero, negli anni precedenti alla nascita del partito di Vannacci, «tutte quelle forze politiche che oggi intervengono con tanta solerzia».

L'organizzazione ricorda di essersi occupata nel tempo di diverse questioni riguardanti Viterbo, dall'erba alta alle fontane, dalle piste ciclabili ad altri problemi di decoro urbano. Questioni considerate legittime e importanti, ma che, secondo il Comitato, non possono far passare in secondo piano le difficoltà vissute quotidianamente dai residenti di alcune zone della città.

La domanda posta è quindi chiara: «Quando si è trattato di affrontare con continuità i problemi di alcune zone della città, chi si è realmente occupato dei cittadini che li vivono sulla propria pelle?».

«Le istituzioni devono intervenire prima»

Il Comitato richiama inoltre alle proprie responsabilità le istituzioni chiamate a occuparsi di sicurezza e ordine pubblico.

«Chi ricopre incarichi di responsabilità deve conoscere il territorio, ascoltare le segnalazioni dei cittadini e intervenire quando i problemi vengono denunciati», sostiene il Comitato, contestando un approccio che si limiti ad attendere che il tempo passi.

Nella riflessione trova spazio anche il tema della solidarietà, spesso richiamato nel dibattito pubblico.

«La solidarietà deve valere per tutti», afferma il Comitato. «Anche per il cittadino che da anni chiede aiuto. Anche per chi si sente abbandonato. Anche per chi vive quotidianamente una situazione di disagio e non trova risposte».

«Viale Trento non è un tema da campagna elettorale»

Il passaggio finale assume un tono particolarmente politico. Il Comitato respinge l'idea che le problematiche del quartiere possano diventare improvvisamente centrali soltanto quando entrano nel dibattito politico o quando si avvicinano le elezioni.

«Perché alcuni problemi diventano improvvisamente importanti soltanto quando qualcuno comincia a parlarne? O, peggio ancora, quando si avvicinano le elezioni?», si chiede l'organizzazione.

La richiesta è quella di intervenire prima che le situazioni diventino emergenze e, soprattutto, prima che vengano trasformate in temi da campagna elettorale.

«Noi chiediamo che se ne parli prima. Che si intervenga prima. Che le istituzioni ci siano prima».

E la conclusione è netta: «Viale Trento non è un tema da campagna elettorale e i suoi cittadini non sono un bacino di voti. Sono cittadini. E meritano attenzione, rispetto e risposte concrete, ogni giorno».






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