ANNO 16 n° 273
Viaggio nelle ultime
ore di Cristo con Augias
Domani al Consorzio Biblioteche l'incontro con l'inviato dell'Espresso
04/12/2015 - 02:01

VITERBO - Anno trentatre della nostra era. Il giovane profeta Gesù di Nazareth viene condannato e giustiziato. Tutto accade in un pugno d’ore. 18 secondo la ricostruzione del giornalista Corrado Augias. Atteso il suo arrivo al Consorzio Biblioteche di Viterbo per questo sabato, 5 dicembre, alle 17,30.

L’appuntamento è per le 17,30 nella sala conferenze intitolata a Vincenzo Cardarelli (viale Trento 18/E). Augias è autore di spessore. Inviato speciale per L’Espresso, La Repubblica e Panorama da piazze forti come Parigi e New York. La storia che ha tra le mani, messa nero su bianco nel libro “Le ultime diciotto ore di Gesù Cristo, è forse una delle più note, anche se solo in superficie. Sul tavolo, scomposto e ricomposto nella sua meccanica, il processo che ha cambiato la storia dell’umanità, il destino di milioni di persone.

Un lasso di tempo cortissimo e denso. Diciotto, al massimo venti, ore dove si muovono un certo numero di attori. Una reazione a catena di eventi che culminano con la crocifissione del “re dei giudei”. Augius indaga, scruta, ricerca, entra dentro le situazioni. Cerca di intuire, ricostruisce e restituisce al lettore le immagini, i suoni, i colori di un mondo tanto lontano quanto intimo. Restituisce tutto in un libro che entra ed esce dalla storia, dove vengono piazzati documenti, vengono scandagliate le fonti, verificate da diverse prospettive.

C’è un Ponzio Pilato politicamente debole, collerico e incerto. Claudia Procula, la misteriosa e tormentata moglie dal passato burrascoso. Caio Quinto Lucilio, intellettuale deluso, acuto testimone degli eventi. Il fariseo Nicodemo, discepolo di Gesú e membro del Sinedrio. Giuda, forse ingiustamente colpevolizzato. Maddalena, la piú famosa tra le discepole. Erode Antipa, un re fantoccio nelle mani dei Romani. L’adultera senza nome che Gesú salva dalla lapidazione. Giuseppe e Maria che assistono disperati alla morte del figlio amato. La mutevole folla di Gerusalemme. Pagina dopo pagina, Corrado Augias tiene il lettore col fiato sospeso ricostruendo una vicenda che crediamo, non sempre a ragione, di conoscere. E’ un libro aperto, dove i fatti vengono mostrati, le certezze demolite e la voglia di sapere non viene soddisfatta ma cresce.

L’appuntamento rientra nel ciclo “Gli Speciali”, momento di incontro tra il pubblico della biblioteca e grandi nomi della letteratura, della scienza, dell’arte, del giornalismo e della scrittura.






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