

Da oltre un ventennio della sua nascita, l'Associazione Universitaria per la Cooperazione e lo Sviluppo propone e realizza IMMAGINI DAL SUD DEL MONDO, rassegna di cinema indipendente e d’autore. L'intento è di promuovere nel territorio di Viterbo e in Provincia una produzione cinematografica di qualità, spesso assente dai grandi circuiti distributivi, che presti attenzione al valore artistico e che parallelamente sviluppi tematiche sociali, attente alle realtà marginali e alle diversità. I contenuti della ventesima edizione saranno centrati sul Mediterraneo. Nello stesso tempo infatti, l'obiettivo è quello di suscitare nello spettatore una coscienza critica nei confronti di realtà culturali, geografiche e politiche lontane, con particolare attenzione - in questa edizione - per il bacino del Mediterraneo, attraverso il collegamento con realtà quali la Tunisia, la Siria, la Palestina. Ma, al contempo, realtà vicine, come la Sicilia.
È il caso della iniziativa che siamo a proporvi per domenica 11 maggio 2014 con la proiezione del filmVIAGGIO A SUD, un importante documentario di due giovani registi siciliani: Joshua Wahlen e Alessandro Seidita.
Un viaggio alla ricerca di un’identità perduta. Il ritratto di una terra abbandonata a se stessa. Un film che fa luce sulle profonde trasformazioni avvenute nell’Isola tra ieri e oggi. Tra l’inverno e la primavera del 2013, due giovani registi siciliani, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, intraprendono un lungo viaggio nelle zone più remote del proprio paese. Lo scopo è quello di testimoniare la profonda trasformazione che ha subito l'Isola tra ieri e oggi. Lo spazio della loro ricerca non è la città bensì la vita dei piccoli paesi di montagna, delle contrade di campagna, delle borgate di mare. Lungo il viaggio si abbandonano alle storie di artigiani, casalinghe, contadini, pescatori, intellettuali, preti e cantastorie. Dai loro racconti emerge il ritratto inquietante di una terra sospesa tra antiche visioni e radicate amarezze. Preghiere, riti e giochi di potere si alternano infatti ai segni stranianti della crisi: i giovani emigrano, le case sono in vendita, le attività commerciali ferme. In questo clima di resa generale, la flebile speranza in un riscatto si scontra con la condivisa convinzione che nulla cambierà mai per propria mano. Così, nell’eterna attesa di un aiuto esterno, i pochi abitanti si aggrappano al ricordo alterato di una Sicilia antica, un’isola mai esistita che vive unicamente nel loro immaginario.