ANNO 16 n° 275
Viaggi della speranza, il Comune a fianco dei pazienti con malattie rare
Contributo di 500 euro per di chi deve curarsi fuori Regione: ''Un modo per far sentire a chi lotta che non č solo''
16/04/2021 - 07:02

VITERBO - Il Comune di Viterbo elargirà un contributo una tantum a quei pazienti affetti da malattie ''serie, gravi e rare'' che per le proprie cure devono recarsi in strutture fuori Regione. La somma ammonta a un massimo di 500 euro l’anno a paziente, in base all’Isee. Una cifra che evidentemente non è sufficiente a coprire i costi di quelli che vengono definiti ''viaggi della speranza'' (vitto, alloggio e tutto quello che serve per rimanere sul posto), ma che ha soprattutto un alto valore simbolico: ''Far sentire ai nostri concittadini più sfortunati e alle loro famiglie che il Comune è al loro fianco in questa difficile battaglia'', ha spiegato il consigliere della Lega Valter Merli, promotore del provvedimento.

Ieri il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il regolamento. Con il prossimo Bilancio, invece, arriveranno anche i fondi per finanziare la misura: per ora si parla di 7mila euro. Come auspicato da più parti nel corso di un breve dibattitto, la speranza è di poter incrementare il budget già con le successive variazioni. ''L’ideale – ha detto Merli – sarebbe passare da 500 euro a mille euro come contributo massimo, nel giro di un anno''.

Il regolamento mette dei paletti precisi. Il contributo scatta ''solo in quei casi in cui la Regione Lazio non è in grado di supportare e curare questi pazienti - ha aggiunto l'esponente del Carroccio -. Secondo l'osservatorio sulle malattie rare, un paziente su dieci deve andare a farsi curare fuori dalla nostra regione. Ogni anno sono circa 750mila i ricoveri fuori regione e circa 640mila gli accompagnatori. Tutto questo prima della pandemia. A causa del Covid c’è già il sentore che questi numeri andranno a crescere''.

Merli ha sottolineato poi che si tratta di un provvedimento unico nel suo genere. Che potrà fare da apripista per altri comuni. '''Qualcosa di simile è stato fatto solo a livello regionale in Trentino, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria. Mentre a livello nazionale è in atto un progetto che prevede reti di accoglienza per i pazienti e i loro famigliari che vengono da altri città, gestito da associazioni''. Merli ha poi concluso ringraziando l’assessore Sberna e la direttrice della Asl Daniela Donetti e tutti i consiglieri che hanno sostenuto l’iniziativa.






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