ANNO 16 n° 275
''Via Maestra'': 700 persone da Viterbo per la grande manifestazione di Roma
Fraleone: ''Chiediamo salario minimo e diciamo no all'autonomia differenziata''
Fabio
10/10/2023 - 07:02
di Fabio Tornatore

VITERBO - 'No alla secessione dei ricchi' dice lo striscione. Sette pullman sono partiti da Viterbo, sabato mattina, per raggiungere la manifestazione di Roma 'La via maestra', organizzata dalla CGIL e a cui hanno partecipato numerose realtà della Tuscia: Rifondazione Comunista, ANPI, ARCI, Rete Studentesca medi e universitari e Friday for Future.

Magliette (rosse) e bandiere, slogan e scarpe da tennis, hanno marciato per le vie della Capitale gridando il loro 'no' all'autonomia differenziata e avanzando la richiesta di istituire un salario minimo.

'C'è la necessità di un aumento salariale che sia legato al caro vita' afferma Loredana Fraleone, segretario della federazione regionale di Rifondazione Comunista e di quella di Viterbo '10 euro l'ora a carico del datore di lavoro. Il salario minimo farebbe da traino per tutti gli altri settori lavorativi. Sabato abbiamo detto il nostro no anche all'autonomia differenziata: a Viterbo, a differenza di altre province, abbiamo un comitato. Se passa é la fine delle contrattazioni salariali. Saranno differenziati per regioni sistemi scolastici, fonti energetiche, ricevimento di risorse e rapporti con l'Europa, il tutto svincolato al alcune importanti normative nazionali'.

'Siamo partiti in circa 700 da Viterbo tra pullman, treni e mezzi personali' riferisce Maria Grazie Chetta, della segreteria CGIL Viterbo, Civitavecchia e Roma 'per chiedere che venga attuata la Costituzione, a partire dagli aumenti salariali, progressione fiscale, prendere in carico le questioni dei giovani, in particolare su lavoro e precariato, e il divario salariale delle donne, che nel settore privato é ancora troppo elevato. Poi c'è il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale, bisogna investire sulla salute'.

Anche la Rete Studenti Medi di Viterbo ha manifestato a Roma, e 'PerCorso', il sindacato degli studenti universitari di Viterbo: 'il caro studi colpisce fortemente la comunità studentesca universitaria costringendo molti studenti ad abbandonare gli studi subito dopo il primo anno, anche qui nella Tuscia. Per questo sabato siamo scesi in piazza, siamo convinti che sia necessario un cambiamento radicale del sistema in cui viviamo, partendo da una visione che includa anche le istanze della nostra generazione'.






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