ANNO 16 n° 275
Via libera del Cdm, Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori
Sanzioni da 600 a 1500 anche per chi non controlla. Nella bozza nessun riferimento allo smart working. Un fondo per i test gratis per chi non può fare il vaccino

 

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera. Otto articoli e sei pagine appena: è il decreto legge sull'estensione del green pass a tutti i lavoratori, del pubblico e del comparto privato, approvato a Palazzo Chigi. Certificato obbligatorio anche per le attività di volontariato, le partite Iva, baby sitter, colf e badanti. Il provvedimento entrerà in vigore il 15 ottobre e sarà valido fino a fine anno.

«Le disposizioni di cui al comma 1» ovvero l'obbligo di green pass «non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute»: è quanto si legge all'art. 1. Previsto un fondo per i tamponi gratis per chi non può fare il vaccino: «Nel limite di spesa autorizzato ai sensi del presente comma che costituisce tetto massimo di spesa, al fine di assicurare l'esecuzione gratuita dei test molecolari e antigenici rapidi, per i cittadini con disabilità o in condizione di fragilità che non possono effettuare la vaccinazione anti SARS-CoV-2 a causa di patologie ostative certificate, nonché per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con Circolare del Ministro della salute, è istituito nello stato di previsione del Ministero della salute un Fondo per la gratuità dei tamponi».

Si riducono i tempi per avere il certificato. Non bisognerà più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino, ma lo si otterrà subito dopo la prima somministrazione. L'articolo 4 comma 3 modifica infatti la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida «dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione» con le parole «dalla medesima somministrazione».

I lavoratori senza certificato verranno sospesi fino a quando non l'avranno. La sospensione dal lavoro e dallo stipendio nel settore privato scatta dal primo giorno mentre nel pubblico dopo 5 giorni di assenza ingiustificata. Previste anche sanzioni per chi elude i controlli, ma anche per il datore di lavoro che non li effettua. Saranno le singole amministrazioni e le aziende a definire le linee guida per realizzare i dovuti controlli. Le sanzioni vanno da 600 a 1.500 euro. Chi non ha il Green pass avrà comunque «il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro» e quindi non potrà essere licenziato. «Il personale che non è in possesso della certificazione verde o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell'accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro».

Il certificato verde servirà per accedere ai luoghi di lavoro, non per lavorare: nella bozza non c’è nessun accenno o riferimento allo smart working. Oggi, durante la cabina di regia, sarebbe stato il ministro Federico D'Incà a chiedere delucidazioni su eventuali estensioni del passaporto vaccinale per chi lavora da casa. La questione sarebbe stata poi affrontata dal ministro Renato Brunetta e dal premier.

E ancora: nel testo del decreto dovrebbe comparire l’obbligo per le farmacie di adeguarsi al prezzo calmierato dei tamponi. Chi non farà rischierà la chiusura fino a 30 giorni. Il costo dei tamponi sarà pari a zero per chi non possa fare il vaccino, 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni fino al 31 dicembre.

L'obbligo di Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro si applica anche «ai soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice». La bozza di dl Green pass estende così l'obbligo - e relative sanzioni - a sindaci e presidenti di Regione, nonché ai consiglieri. Sugli organi costituzionali, come le Camere, però, il governo non può intervenire dal momento che hanno autodichia, autonomia decisionale, dunque una norma dispone: «Gli organi costituzionali, ciascuno nell'ambito della propria autonomia, adeguano il proprio ordinamento». Sparisce il termine del 15 ottobre per adeguarsi, che era nelle prime bozze.

Green Pass anche per ristoratori, titolari e dipendenti di palestre, piscine, conducenti e personale dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza in nome di una sorta di «proprietà transitiva» semplice e lineare: se per entrare in un ristorante, esempio a caso, devo mostrare il Green Pass, chi ci lavora deve a sua volta possederlo. La stessa proprietà transitiva già applicata al mondo della scuola, per intenderci.

L'obbligo di esibire il green pass varrà anche per i magistrati, compresi quelli onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie che devono accedere agli uffici giudiziari. Lo prevede la bozza del decreto nel quale si afferma che le disposizioni non valgono invece per «avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo». L'accesso senza il pass, dice ancora il decreto rappresenta un «illecito disciplinare» e come tale sarà sanzionato.

Nel corso dell'incontro tra governo, Regioni, Anci e Upi, alcuni governatori hanno richiesto di inviare una richiesta al Cts per valutare se estendere la validità del tampone fino a 72 ore. La richiesta delle Regioni, a quanto si apprende, è stata accolta dal ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini ha annunciato che invierà un quesito esplicito al Cts.




Facebook Twitter Rss