ANNO 16 n° 271
Via libera alle emozioni: Destinazione Capo Nord incontra il presidente della Regione Francesco Rocca
Salvatore Regoli: ''Musica, sport, comunicazione e gratuitą tengono in piedi la nostra carovana''
Elsa
28/07/2024 - 08:28
di Elsa Berardi

VITERBO - È un giuramento quello compiuto da Juppiter nei riguardi della gioventù e delle persone con più difficoltà, ma sempre disposte a insegnare: l’associazione si premura di operare on the road, portando per le strade ragazzi volenterosi, come affermato dal Presidente Salvatore Regoli. Il ramo viterbese della realtà solidale di Exodus ha compiuto 32 anni e nasce dall’incontro dello stesso Regoli con don Antonio Mazzi, volto cristiano dei centri di aggregazione e della lotta al disagio, nonché della scelta di valorizzare la fragilità.

Dopo la conclusione di Destinazione Capo Nord, il progetto inclusivo e all’insegna delle emozioni che ha visto una carovana partire da Civita di Bagnoregio, Salvatore Regoli ha guidato i suoi pionieri a conoscere a Roma Francesco Rocca: dialogare con il Presidente della Regione Lazio è stato un passaggio significativo, che ha rinnovato l’educazione al rispetto delle istituzioni offerta da Juppiter ai suoi ragazzi. È stato inoltre rafforzato il supporto reciproco tra l’associazione e l’Ente amministrativo, che tanto ha fatto per garantire a Juppiter di dedicarsi a Capo Nord e di alimentare una cultura di scambio.

All’evento dell’incontro con il Presidente Rocca erano presenti il Vice Capo di Gabinetto Vicario Civita di Russo, i Consiglieri Luciano Crea e Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, il Commissario straordinario della Asl di Viterbo Egisto Bianconi e Luisa Ciambella, Responsabile Organizzativo del Movimento Civico “Rocca Presidente”. L’iniziativa ha seguito la linea della spontaneità, facendo immergere i partecipanti nella forza comunicativa del corpo, nelle sensazioni regalate senza scorciatoie, nella collettività e nella gratitudine.

Fare comunità è per il Presidente Regoli un messaggio e un modo di agire: “Siamo tornati dal Presidente Rocca fargli vedere e raccontargli com’è andata nella nostra avventura a Capo Nord”, ha rivelato con naturalezza. L’avventura è inoltre per Juppiter una modalità da vivere spalancando il cuore, “con le ali grandi”, come amano dire i ragazzi e il loro Presidente: Regoli ha raccontato che “Destinazione Capo Nord è una delle tante tappe di questo progetto che è partito con quest’avventura, ma è un progetto più grande è che è figlio della nostra storia, dei 40 anni di Exodus: noi siamo un pezzo dell’opera di don Mazzi e per noi la carovana, l’essere e il metterci per strada è stato da sempre il metodo educativo, la maniera nella quale siamo stati insieme ai ragazzi con qualche fatica in più. Noi abbiamo centrato i nostri due fuochi principali, che sono i ragazzi speciali, diversamente abili e gli adolescenti. Di questo ci occupiamo avendo come strumento principale la carovana, il metterci per strada. L’avventura dalle ali grandi è il progetto che per qualche anno ci porterà a costruire delle carovane che avranno insieme l’obiettivo di parlare di pace e di ecologia e di essere lo strumento con il quale i ragazzi si conoscono meglio”.

Per il 2025 è stato programmato un viaggio per la Via Francigena “letto in modo un po’ originale”, come ha ammesso il Presidente di Juppiter: questo impegno nell’esaltare le diversità naturali, cercando di convergere sempre in un punto d’incontro, è l’identikit che presenta l’associazione al panorama delle realtà solidali della Tuscia e nazionali. Contemporaneamente “sarà dentro all’avventura dalle ali grandi quello che faremo a settembre di quest’anno: organizzeremo un paio di giornate anche in collaborazione con la Polizia di Stato in cui andremo in vacanza in Sicilia con i ragazzi speciali e in 100 andremo nei luoghi simbolo della legalità, da Capaci a via D’Amelio e in questa maniera cercheremo di rinnovare il nostro impegno per la legalità sempre stando per strada e con collaborazioni istituzionali significative. Noi – ha ribadito Regoli con gioia e orgoglio– siamo sempre con le istituzioni e per educare i giovani alle istituzioni”.

Nell’incontro con il Presidente Rocca c’è stato spazio per momenti ludici, collettivi e originali, creati anche per mettere i più piccoli a proprio agio?

“Questo è un altro elemento sempre dentro il tema educativo: la nostra carovana sta in piedi su quattro ruote, che sono la musica, lo sport, la comunicazione e la gratuità. Dalla musica siamo nati: così ci siamo incontrati con don Antonio, io dirigevo l’orchestra a “Domenica In”. Lo sport è sicuramente il linguaggio più potente, abbiamo fatto tante manifestazioni che riguardano lo sport. Da vent’anni Juppiter Sport è il nostro ramo sportivo, che rappresenta l’impegno con i più giovani e poi con gli adolescenti, ma per noi è importante già a partire dai bambini. Quest’anno, in occasione di questo anniversario, abbiamo portato un gruppo di ragazzi di Juppiter Sport per raccontare la parte sportiva. Abbiamo portato all’incontro le luci, la tecnologia, le immagini… Abbiamo portato un po’ della nostra follia e i nostri ragazzi a una sede istituzionale. Anche la partenza per Capo Nord rientra nel nostro stile, quello di rileggere i luoghi delle istituzioni a misura dei ragazzi, degli adolescenti e dei ragazzi speciali”.

Per Regoli la parola d’ordine, anzi, di sana esaltazione della bellezza del caos, è cambiare faccia alle esperienze, per renderle più trasversali e reali: in una parola, partecipate. “I giovani si esprimono il corpo e bisognava che ci fosse il corpo. I ragazzi si esprimono con l’emozione e bisognava che ci fossero le emozioni”, questo è il solco tracciato da Juppiter e dal senso di appartenenza alla collettività di chi è accompagnato nelle sue iniziative.

Regoli ha delineato anche un ritratto insolito e vivace di don Antonio Mazzi: “Mi ha detto che voleva mettere in piedi qualcosa che fosse diverso, che fosse per tutti i ragazzi con le stesse caratteristiche di fondo, ma che sia in grado di essere vicino a loro. Noi siamo in tanti adesso, ma dentro l’esperienza di Exodus rappresentiamo il centro giovanile, la maniera nella quale stare vicino ai giovani sui temi più d’attualità, certamente l’ecologia e la scuola. La fragilità è la nostra risorsa più grande: quando diventiamo d’acciaio perdiamo la nostra umanità, quando diventiamo di cristallo ritroviamo la bellezza soprattutto dei nostri giovani”.

Un via libera alla condivisione, ma con le sue regole di base: rispetto, energia da donare e interiorità da trasferire all’esterno, ciascuno con i propri tempi e nei propri spazi, ma costruendo un presente di alleanze grazie al motore della fratellanza.






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