ANNO 16 n° 273
Via dai domiciliari per costituirsi, a processo
L’uomo stava scontando la pena in una struttura riabilitativa
22/05/2017 - 07:20

VITERBO – ''Ha aperto la porta e ci ha salutato’’. Così semplicemente, senza dare alcuna spiegazione. Peccato che dietro il cancello del Ceis viterbese, quell’uomo stesse scontando una condanna agli arresti domiciliari per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Una pena che di lì a poco lo avrebbe fatto tornare in libertà, ma che lui decide drasticamente di ridurre.

Bagagli alla mano e con l’aiuto della sorella e della madre, M.S. decide di andarsene, senza portare a termine il programma di riabilitazione che lo vedeva protagonista. Una fuga, la sua, che però ha un esito abbastanza insolito: prima ancora che le forze dell’ordine possano raggiungerlo e portarlo di nuovo in manette nella struttura, è lui stesso a costituirsi.

Arrivato a Roma, davanti al carcere di Rebibbia, l’uomo decide di suonare ed entrare, per finire di scontare la sua condanna in una cella. Ma la denuncia a suo carico scatta lo stesso: si tratterebbe di una vera e propria evasione, dunque il nuovo arresto e un nuovo processo.

''Nonostante si sia presentato nella casa circondariale, la sua condotta è punibile dallo stato italiano – ha sostenuto il pubblico ministero – per questo chiedo la condanna ad un anno di reclusione’’. Di tutt’altro avviso la sua difesa: ''E’ scappato, certo, ma per andare in carcere: la volontà di scontare la pena è chiara e visibile a tutti. Come può quest’uomo essere punito?’’.

Una lettura che convince il giudice viterbese Rita Cialoni: dopo alcuni minuti di camera di consiglio, l’assoluzione.






Facebook Twitter Rss