ANNO 15 n° 241
Via Bellavista, il Comune ordina la messa in sicurezza del palazzo abbandonato
Dieci giorni di tempo alla fondazione proprietaria, poi interverrà l’amministrazione
29/08/2025 - 10:46

VITERBO - Dieci giorni di tempo per intervenire sulle condizioni fatiscenti e degradate del palazzo di via Bellavista, mettendolo in sicurezza e ripristinando il decoro dell'edificio.

Sono quelli che il Comune ha intimato alla fondazione proprietaria dell'immobile che versa da molti anni in pessime condizioni, fino ad essersi progressivamente trasformato in occasionale ritrovo di sbandati. Lo stato di abbandono dell'edificio compromette la vivibilità dell'intera zona del centro storico e crea preoccupazioni e disagi ai residenti.

Anche il particolare pregio della strada che presenta un suggestivo scorcio sul campanile della chiesa di san Giovanni Battista degli Almadiani, è fortemente appannato dalle condizioni dello stabile. 'Come la buona pratica di strada Filante ci insegna, il messaggio deve essere chiaro: se il privato non ottempera, il Comune non resta a guardare- è il commento dell'assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris-oggi abbiamo varato l'ordinanza che intima il privato a ripristinare la sicurezza nell'immobile.

Trascorsi i dieci giorni di tolleranza, i lavori saranno eseguiti dal Comune in danno come già accaduto per strada Filante. Quel palazzo è un danno per tutto il quartiere, oltre che per la sicurezza statica dell'immobile, anche per un discorso di ordine pubblico. E il decoro pubblico, come la sicurezza, sono per noi la priorità.

Questo intervento va in questa direzione'. La sindaca Chiara Frontini:'Tolleranza zero nei confronti di chi non mantiene in stato decoroso le proprie proprietà, soprattutto in centro e soprattutto se, oltre ad una problematica generale di decoro, impattano sulla sicurezza pubblica. Le istituzioni devono fare la propria parte e lo stiamo facendo al massimo delle nostre potenzialità, ma la cura degli spazi urbani è una responsabilità generale, a cui ognuno deve ottemperare per la rispettiva competenza.'






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