

di Maurizio Donsanti
Salgo le scale del tunnel che portano in campo. Ho il respiro corto, il cuore in tumulto e gli occhi bagnati da acqua salata. Nelle orecchie i cori dei tifosi, la colonna sonora di questa sera di maggio allo stadio Rocchi di Viterbo. Che in questa notte di primavera umida, contiene e accarezza le emozioni di una città intera. La Viterbese ha vinto ma è come se ognuno di noi avesse vinto la propria personale partita.