


di Fabio Tornatore

VITERBO - Sono 2612 i giovani imprenditori nella Tuscia, appena il 7,2% delle oltre 36 mila aziende operanti sul territorio, in calo rispetto allo scorso anno. Nomen omen, direbbero i latini, cioè che il nome indica un presagio, un destino, visto che il nome di Viterbo deriva da Vetus Urbs, la Città Vecchia. E, visto il calo delle nascite, l'invecchiamento della popolazione e le energie giovanili in fuga o inattive, la Modern City sembra tramontare.
Le imprese under 35 nel 2024 erano 2769, al 31 dicembre 2025 sono state censite 157 in meno. I settori nei quali sono attivi sono quelli canonici della Tuscia: agricoltura, con 684 imprese rappresenta il 26,2% di tutte le imprese del settore giovanile, in calo del 6,4% rispetto al 2024; le costruzioni, con 325 imprenditori e il commercio, con 490 giovani aziende. Segue il turismo, con 225 aziende, 134 che forniscono servizi alle imprese, e 127 per altri servizi.
Il 5,7% di aziende giovanili in meno rispetto allo scorso anno, nel totale, dunque, e quelle che ci sono ricoprono nella maggior parte settori strategici e fondamentali per l'economia della Tuscia; settori che hanno necessità di essere rinnovati, di energie nuove e nuovo impulso. Commercio estero, idee innovative, e-commerce, uso dell'iintelligenza artificiale, implementazione di produzioni con un valore etico e sociale come è tipico nelle nuove generazioni.
Mancano all'appello imprese in settori innovativi gestite da giovani: tecnologia, digitalizzazione, economia circolare, transizione ecologica, biotecnologie, sicurezza digitale, sostenibilità.