


VETRALLA - La signora Elena di Vetralla, residente in Italia da più di venti anni, è vittima di un gravissimo errore amministrativo che perdura da tre anni, senza che le autorità locali abbiano fatto nulla per rimediare. Un errore che ha cancellato il suo nucleo familiare, composto da lei, suo marito e i suoi due figli, un ragazzo di 19 anni e una bambina di 12 anni, facendo sì che la sua famiglia venisse praticamente cancellata dai registri anagrafici. Un errore che, purtroppo, non è mai stato corretto, nonostante le numerose denunce e richieste di intervento.
Il calvario di Elena inizia tre anni fa, quando l’anagrafe del Comune di Vetralla, per un errore, cancella il suo nucleo familiare. Ma la signora non se ne accorge subito, fino a quando non si trasferisce in Veneto. È proprio qui che, inaspettatamente, scopre l’errore, quando la scuola della figlia di 12 anni le comunica che la bambina non risulta residente con la madre. Un semplice errore burocratico, si direbbe, ma che ha creato una serie di problemi ben più gravi. Non solo la figlia non risulta nel registro dei residenti, ma addirittura il comune di Vetralla ha creato un nucleo familiare esclusivo per la bambina, come se avesse sempre vissuto da sola.
Ma Elena non si è arresa. Dopo essersi resa conto della gravità della situazione, è tornata al comune di Vetralla, sperando in una rapida soluzione. Tuttavia, si è trovata di fronte a una totale chiusura da parte dell’ufficio anagrafe, infatti, il responsabile si è rifiutato di rimediare a quello che è stato un errore amministrativo del comune stesso. Nessuna spiegazione chiara è stata fornita sulla motivazione di questa resistenza a porre rimedio a un evidente disguido.
E così, dopo anni di tentativi falliti e disagi infiniti, Elena ha sporto denuncia sia ai Carabinieri che al Tribunale di Viterbo, chiedendo giustizia e una risoluzione definitiva a questo problema che ha messo in discussione la sua intera situazione familiare. “Ci troviamo ormai in questa situazione da tre anni – dichiara Elena – Io sono disperata e non so veramente più cosa fare. Il sistema di questo paese è sconvolgente e il comportamento dell’ufficio anagrafe e del suo responsabile sono davvero inaccettabili. Non solo hanno creato un errore, ma si sono anche rifiutati di risolverlo, lasciando una famiglia nell’incertezza più totale”.
Il danno causato da questo errore non è di poco conto. L’intera situazione, che ha coinvolto una bambina minorenne, ha avuto impatti enormi sulla vita familiare, sull’accesso a servizi pubblici e sul normale svolgimento della vita quotidiana: “Mia figlia, una minorenne, che all’epoca dei fatti aveva solo 9 anni, è stata spostata più volte di residenza senza l’autorizzazione di noi genitori – prosegue Elena – Io, per colpa di questo errore, non ho potuto lavorare e ho dovuto spostare i miei figli dalla scuola pubblica in una scuola privata a causa di un’inefficienza pubblica. Questo è davvero inaccettabile e vogliamo risolvere il problema il prima possibile”.