

VITERBO - Il romeno che si era conficcato un chiodo in testa e poi era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia andrà a giudizio i primi di dicembre di fronte al gip del tribunale di Viterbo Francesco Rigato. Pare che i legali del romeno abbiano già concordato un patteggiamento con il pm titolare dell’inchiesta Paola Conti, ma solo a dicembre si saprà se il gip lo accoglierà o meno.
Il romeno, che ha 38 anni, era balzato agli onori della cronaca a febbraio scorso, quando si presentò al comando stazione dei carabinieri di Caprarola con un lungo chiodo conficcato in fronte. Dopo di che fu arrestato per reati in ambito familiare. Il gesto autolesionistico pare fosse dovuto al rifiuto della moglie di andare a vivere insieme, dopo che lui si era trasferito in Italia dal suo paese di origine.
Al comandante della stazione, che poco prima aveva avuto l'ordine dal Tribunale di Viterbo di arrestare l'uomo, quando il 38enne è entrato nella caserma, non è rimasto altro da fare che chiamare il 118 e provvedere a dare esecuzione all’ordine dell’Autorità giudiziaria.
All’ospedale di Viterbo, al risveglio dall’intervento chirurgico, il romeno ha trovato i carabinieri che lo piantonavo in stato di arresto in attesa di condurlo agli arresti domiciliari nella sua abitazione.
Ma poco meno di un mese dopo, a marzo, per il romeno è scattata la seconda ordinanza di custodia cautelare, da scontare, questa volta, in carcere con l’accusa di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, minacce e percosse. L’uomo, infatti, avrebbe impedito alla moglie anche di uscire di casa e di telefonare, tanto che questa, approfittando del fatto che il marito stesse dormendo, era riuscita a scappare e correre in caserma per denunciarlo per i maltrattamenti e le minacce.
A seguito degli accertamenti di rito, i carabinieri di Caprarola arrestarono, dunque, il rumeno. Nel corso delle verifiche all’interno dell’abitazione dei due è stato sequestrato anche un taglierino che l’uomo avrebbe usato per ferire la moglie.