

Nuovo look per le aiuole spartitraffico posizionate agli ingressi di Montefiascone. Proprio in questi giorni, sono terminati i lavori di riqualificazione delle aiuole e delle aree verdi situate agli incroci principali della città. Una nuova veste per gli spazi pubblici che corrispondono ad altrettanti “accessi” alla città legati al traffico automobilistico.
Si è trattato di interventi estetici mirati e utili ad identificare la città con la principale vocazione turistica, quella vitivinicola. Un modo per rendere ben visibile agli occhi di turisti e visitatori che Montefiascone è la “Città del vino est! est!! est!!!”. Ingrediente essenziale per lo sviluppo economico e commerciale del paese.
Il pacchetto degli interventi di riqualificazione ha interessato tre aree verdi che versavano nello stato di degrado. I principali interventi, infatti, hanno previsto la riprogettazione di tre aiuole spartitraffico: quella situata all’ingresso nella frazione di Zepponami, in prossimità dell’incrocio della strada Cassia con via della Stazione, quella all’intersezione tra via Santa Maria delle Grazie e via Orvietana. Infine l’ampia area verde situata all’incrocio di via Cassia con via Cardinal Salotti.
Dopo la rimozione dei pini e la semina del manto verde, sono state impiantati gli olivi e la tradizionale “filagna” dell’uva. All'interno delle aiuole, infatti, sono state piantumate le viti del pregiato vino est!est!!est!!! e grandi piante di olivo, altro simbolo importante dell’agricoltura falisca.
Ma oltre alla sistemazione del verde, sono stati posizionati i nuovi arredi con particolare attenzione al messaggio che identifica la città con il vino. Sono ben visibili le riproduzioni in metallo di enormi grappoli d’uva che riportano le indicazioni delle principali aziende locali che producono il prelibato vino.
Particolare attenzione, poi, merita il monumento in peperino lungo circa 7 metri con la scritta “Montefiascone città del vino est! est!! est!!!”. Il muro è posizionato proprio nell’aiuola spartitraffico tra via Cassia e via Cardinal Salotti, accanto alla cosiddetta “filagna”.
“Nella volontà di riqualificare le aiuole – hanno spiegato gli amministratori comunali - si è cercato di limitare sia i costi di gestione che quelli manutentivi introducendo le soluzioni più adeguate per promuovere la tipicità del nostro territorio”.
Lia Saraca