ANNO 16 n° 273
Venezuela, esplode la maxi-raffineria almeno 19 i morti
25/08/2012 - 14:19

Una violenta esplosione ha squassato nella notte la più grande raffineria di petrolio e gas naturale del Venezuela, e tra le più grandi del mondo, causando almeno 19 vittime e una sessantina di feriti, secondo il primo bilancio preliminare. L'incidente, occorso poco dopo l'una di notte (circa le 7.30 italiane), ha devastato l'impianto Aguas Agrias di Amuay, nello stato Falcón. Testimoni hanno raccontato di un'onda d'urto violentissima, e il boato è stato avvertito anche a oltre 10 km dall'impianto.

«UNA FUGA DI GAS» - L'impianto di Amuay, nella parte occidentale del Paese, poco a sud di Aruba, produce ogni giorno circa 640.000 barili. Il ministro dell'Energia venezuelano Rafael Ramirez, parlando alla televisione di Stato, ha spiegato: «C'è stata una fuga di gas che ha causato una significativa esplosione: ci sono stati notevoli danni alle infrastrutture e alle case di fronte alla raffineria. È però escluso il rischio di un'altra esplosione». Le fiamme rimangono ancora alte sopra la regione, e gli interventi per domare l'incendio dureranno a lungo.

IL PRIMO INTERVENTO - Ad esplodere è stato un deposito di gas propano-butano di almeno 15 metri di diametro. La fuga di gas era stata segnalata a mezzanotte e mezza e il personale di sicurezza era intervenuto con schiuma ignifuga per contrastarne le proprietà infiammabili, procedura altamente irregolare secondo i sindacati. Secondo il governatore dello stato di Falcón, Stella Lugo, ad esplodere sarebbero stati due depositi.

LA CASERMA - Mentre le case più vicine venivano evacuate, sui social network è scattato il tamtam con la diffusione di numerose fotografie. La zona più colpita sarebbe quella di Judibana, l'area residenziale principale del comune, che ospita anche una caserma della Guardia Nazionale proprio a ridosso della raffineria: tre delle vittime si sarebbero registrate proprio nella caserma. Il forte odore di gas che rimane sul quartiere ha spinto molti cittadini ad allontanarsi volontariamente, mentre le autorità chiedono di non intasare le arterie principali della zona per facilitare le operazioni di soccorso.

(Corriere.it)






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