

di Giovanni Masotti
VITERBO - Il picco di tensione si è registrato lo scorso sabato sera. Un inizio di rivolta, che ha stravolto la già precaria e fragile esistenza dell' istituto di pena Mammagialla.
Per alcune ore impazzimento dietro le sbarre, detenuti a caccia degli agenti carcerari, un recluso morto per un malore, un altro salvato in extremis da un tentativo di suicidio, per un bel po' situazione fuori controllo, come spesso purtroppo accade.
In questi ultimi giorni altri episodi di violenza, i sindacati dei poliziotti penitenziari lancia in resta a denunciare per l' ennesima volta con parole durissime uno stato di cose inaccettabile. Esasperazione che porterà a manifestazioni di protesta in piazza se - entro pochi giorni - non verranno adottate dall' amministrazione carceraria misure atte a ristabilire la normalità.
La solita litania, insomma, una sorta di ping pong che finora ha portato a poco o niente. Interpellato da 'Viterbonews24', risponde il Provveditore regionale dell' Amministrazione penitenziaria del Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna Maurizio Veneziano.
Smorza i toni incendiari e annuncia le decisioni prese dal Ministero, ma non si sente di anticiparne i tempi di attuazione. 'In realtà - spiega - il carcere di massima sicurezza di Viterbo presenta un indice di sovraffollamento pari ad un 155,80 per cento della capienza e di contro una carenza di organico quantificabile attorno al 20 per cento, situazione questa riferibile - del resto - a quasi tutte le strutture di competenza del Provveditorato dell' Amministrazione Penitenziaria di Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna e in linea con la realtà nazionale'.
'Questo è l'oggi. Ma quali interventi ha in animo di realizzare urgentemente l'Amministrazione carceraria?'
'Occorre evidenziare - spiega Veneziano - che intanto una serie di interventi governativi, mi riferisco ad un certo numero di assunzioni straordinarie di personale di Polizia Penitenziaria e all' immissione in servizio di nuovi Dirigenti Penitenziari, consentiranno di condurre il sistema ad una gestione di maggiore funzionalità'.
Ma c'è tutta un'altra consistente parte di gravi problematiche cui occorrerebbe mettere mano, Provveditore Veneziano...'
'Infatti stiamo lavorando all' adozione di nuovi strumenti che orientano e disciplinano l' azione del personale, quali la stesura del manuale di tecniche operative per la gestione di eventi critici e la predisposizione di protocolli per la prevenzione del rischio suicidario. È evidente che, una volta a regime, il sistema potrà trarne dei benefici se verrà accompagnato da un pacchetto di interventi tesi a potenziare il servizio sanitario all' interno degli istituti di pena, unitamente all' esigenza di una diversa gestione dei soggetti afflitti da problematiche psichiatriche'.
Questa la ricetta di massima delineata dal Provveditore Veneziano per un alleviamento delle condizioni di vita nelle carceri. Bisognerà vedere se verrà ritenuta sufficiente dai sindacati di categoria, che sollecitano a gran voce provvedimenti severi caratterizzati dall' urgenza per allentare lo stato di agitazione che hanno avviato e non arrivare alla proclamazione dello sciopero.