



VITERBO - 'Processione del Cristo morto, preghiamo per i sofferenti, per chi ancora vive la guerra sulla propria pelle, per i padri che hanno perso il posto di lavoro, per gli ultimi della società, per chi non ha un pezzo di pane da mettere in tavola'. E' il corato appello che Sergio Gentili, vice priore della Confraternita del Gonfalone, rivolge alla comunità in questi giorni, richiamando i fedeli ad un momento di raccoglimento e preghiera proprio in occasione della solenne processione del venerdi santo, di cui lui stesso ne è organizzatore.
'Dopo il fermo dovuto al covid - dice Gentili - ci accingiamo a riprendere questa tradizione, che quest'anno avremo il piacere e l'onore di condividere con il nuovo vescovo Francesco Piazza. Sarà un momento di forte spiritualità che dovrà richiamare ognuno di noi ad una riflessione verso il messaggio di Cristo nella sua passione', ha detto il vice priore.
La processione, come da tradizione, partirà alle 21.30 dalla chiesa del Gonfalone e proseguirà su via Cardinal La Fontaine, via delle Fabbriche, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito per poi terminare su piazza San Lorenzo, dove si assisterà alla rappresentazione della crocefissione, ideata e messa in scena dalla parrocchia dei santi Valentino e Ilario di Villanova.
'Quest'anno abbiamo oltre 120 comparse con costumi fedelmente riprodotti - ha aggiunto il vice priore - e dopo cinquant'anni riporteremo a spalla le statue del Cristo morto e della Madonna, una tradizione che si era persa nel tempo e che come confraternita tenevamo molto a riportare in auge'.

