

VITERBO - (sim.lup.) - Nella Tuscia quella appena partita sarà una vendemmia condizionata dalle gelate tardive che si sono verificate a primavera. Per le aziende dei territori più colpiti si parla di un calo della produzione che arriverà anche al 50 per cento e oltre. Meno uva anche in altura per le eccezionali ondate di caldo estive, ma qualità buona spiegano gli addetti ai lavori. A fare il punto è il direttore di Confagricoltura Daniele Ciorba.

''Sotto il coordinamento del presidente Remo Parenti - spiega Ciorba - stiamo svolgendo un monitoraggio costante della situazione. Dove sono arrivate le gelate nei giorni tra il 6 e il 9 aprile è attesa una riduzione che in alcuni casi supera anche il 50 per cento. Mi riferisco ad esempio ad alcune aziende che si trovano a Castiglione in Teverina e a Civitella d'Agliano, dove nei fondovalle la temperatura è scesa fino a 6 e 7 gradi sotto lo zero. Ma non c’è un territorio più colpito rispetto ad altri, è una situazione a macchia di leopardo''.
Non a caso, per la Tuscia il Ministero delle Politiche agricole ha riconosciuto l’eccezionalità dell’evento calamitoso in tutta la provincia, senza distinzioni. Dalla pubblicazione del relativo decreto sulla Gazzetta ufficiale avvenuta il 30 agosto le aziende hanno 45 giorni di tempo per fare la domanda per ricevere gli indennizzi. I produttori vitivinicoli sono tra quelli che hanno subito i danni maggiori. (CLICCA QUI)
''Problemi - prosegue Ciorba - si sono verificati anche in alcune aziende di Montefiascone, presso le quali a causa del ristagno di umidità nell’aria e delle temperature diurne di aprile tendenzialmente alte, l’arrivo della gelata notturna ha avuto conseguenze drammatiche''. Le associazioni di categoria ora sono al lavoro per dare supporto ai produttori locali per la presentazione delle istanze che dovranno essere inviate alla Regione Lazio tramite un apposito modulo.
Dove non è arrivato il gelo, a condizionare la raccolta dell'uva è stato invece il caldo eccessivo. ''In alcuni comuni della provincia che si trovano in altura le ondate di calore che hanno caratterizzato i mesi di luglio e agosto penalizzeranno la raccolta in termini quantitativi, anche se in maniera più contenuta in questo caso rispetto alle gelate. Fortunatamente dopo Ferragosto è piovuto''. Quantità in calo, ma qualità buona, come detto: ''Le aziende ci riferiscono che quello che si è perso da una parte si è recuperato dall'altra'', conclude il direttore di Confagricoltura.
Per un bilancio preciso bisognerà attendere la fine di ottobre.